ScuolaReport

Il Blog d'informazione scolastica del Prof. Giuseppe Bettoliere

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Archivio per la categoria ‘varie’

A volte….. un viaggio

Pubblicato da scuolareport su ottobre 19, 2011

Chi di noi non ha mai scritto qualcosa su un viaggio, sia pure un rigo su una scatola di sigarette?

I viaggi non si dimenticano, come gli amori e i dolori, da qualche parte si lascia sempre una traccia.

Non parlo mica di viaggi transcontinentali, di mete esotiche o paradisi terrestri tra resort e  grattacieli sull’acqua, parlo di quei viaggi che spesso si fanno con quattro cose infilate in un zaino e il cuore in gola ogni volta che qualcuno ti rivolge la parola; dei vagoni affollati e i viaggi notturni all’interno di improvvisati vagon-lit; di autostop, di campeggi di bivacchi e comitive improvvisate; di amori consumati in poche ore e di amori che hanno superato distanze chilometriche. Ma non solo.

Parlo anche di brevi viaggi, di un giorno, un pomeriggio, di un viaggio fuoricittà o a perditempo tra le stazioni di una metropolitana. Un viaggio può essere l’occasione per diventare quello che si vorrebbe essere, per conoscere la persona giusta, per prendere un’altra strada, per non tornare. Un viaggio è cambiare la propria vita,lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare.

Io il mio viaggio indimenticabile lo feci intorno ai vent’anni, durò qualche mese e furono tra i più belli. Non mi mossi di casa. Feci proprio come scrive M.Proust nell’incipit della propria recherche du temps perdu, “ per molto tempo mi coricai presto la sera”.

Ed io infatti andavo a letto subito dopo cena . Durante quei mesi mi tuffai nelle pagine dei sei volumi della ricerca proustiana e nelle coperte del mio lettone nella bella casa di Napoli;  con gli occhi seguivo le lettere e le pagine, con la mente le mille acrobazie concettuali di M.Proust e con tutto me stesso mi calavo nelle splendide atmosfere della Parigi di inizio Novecento. Non dimenticherò mai il profumo di stampa fresca di quei libri che mi arrivarono per posta, chiusi nel loro cofanetto e nuovi di zecca.

Ognuno ha la storia che si merita e il viaggio che è scritto nel suo destino,quello che è veramente suo al di là delle mete,delle distanze e della compagnia.

Ci sono anche viaggi che fanno altri, ma è come se fossero anche nostri.

Questa  canzone di Fabio Concato la dedico agli alunni della  5/AC alle prese con un saggio breve sul tema del viaggio.

Pubblicato in: varie | 3 Commenti »

Chiamani ancora amore

Pubblicato da scuolareport su febbraio 20, 2011

E’ un po’ che non scrivo. In generale. Scarsi stimoli, pochi interlocutori, l’estro ripiega, prende altre strade a volte credo che cerchi una tana dove trascorrere un lungo letargo.

Negli ultimi tempi però sembra che il mio blog si sia internazionalizzato in quanto ricevo complimenti in lingua inglese di persone che ringrazio davvero di cuore.

Ma è d’altro che voglio scrivere.

Penso a Vecchioni e all’ultimo Sanremo e non mi capacito. Vecchioni è nostalgia pura, lo è sempre stato, in ogni sua canzone, nei suoi occhi,sulle punte degli zigomi che ormai il tempo ha dolcemente levigato, nelle pieghe del viso anche quando non c’erano le rughe che pure mi affascinano ancora come quando non c’erano e Vecchioni era il mio mito.

Trovo però che la nostalgia di Vecchioni non sia per questi tempi, per le vicende che ci circondano, per questo clima politico e sociale. E’ come stare in mezzo al fuoco e vederlo bruciare. Come trovarsi in piena guerra e vederlo camminare sulla linea di una  trincea a recitar poesie, o vederlo parcheggiare al roxy bar con il culo attaccato alla sua vecchia cinquecento. Non è per questi tempi Vecchioni nemmeno quando vuole farci credere che parla di noi, degli operai,di quei soldati che muoiono come sono sempre morti i soldati; o quando parla di politica senza parlare di politica, come sempre fanno quelli come lui, che guardano il mondo all’indietro nascondendo lo sguardo tra il silenzio e la malinconia.

Se Vecchioni ha vinto  può essere per un  solo motivo: il festival di Sanremo appartiene ad un passato lontano e immerso nei ricordi, alla storia di un’altra Italia che la nostalgia di Vecchioni ha riportato alla mente dei telespettatori, con il ritmo della sua canzone troppo simile al ritmo di tante delle sue passate canzoni. Come un incantatore di serpenti che ogni tanto fa la sua comparsa tra la gente Vecchioni è riuscito a tenere tutti quanti con il naso all’insù facendogli credere che il festival di Sanremo sia ancora vivo e attragga entusiasmi e partecipazioni,nonostante gli altri e nonostante  i tempi.

Pubblicato in: varie | 2 Commenti »

Delirium influenzae (cosiddetto)

Pubblicato da scuolareport su gennaio 31, 2009

La febbre, si dice per i ragazzi, che aiuti a crescere.

Infatti, sia vero o no, dopo una buona settimana trascorsa a letto, mi sentivo sempre un poco più alto. Attribuivo la cosa ad una sorta di magia di cui mia madre era depositaria e con la quale sembrava beffarsi di ogni evidenza scientifica.magia

Ero bello crederci e appena sentivo le guance arrossarsi e la febbre salire,facevo una gran fatica a nascondere la felicità e a mostrarmi affranto.

Da grande, si sa, i misteri via via diminuiscono e finiamo per credere solo a ciò che vediamo. Così la febbre nn è più una situazione di estatica attesa, ma diventa un tempo morto, sottratto alle quotidiane occupazioni e il senso del dovere ci porta ad accorciare sempre più il tempo di permanenza a riposo.

Nessuno poi si aspetta di ritrovarsi più alto dopo la febbre, nemmeno quelli che nn sono mai cresciuti. Anzi, se proprio in qualche caso ,questa magia dovesse avverarsi, come in quelle lontane fantasie infantili, probabilmente ci lascerebbe indifferenti e penseremmo, con ineffabile contrizione, che bisognerà rifare il guardaroba e scervellarci per trovare una valida spiegazione.magia


Questo ovviamente insieme a tante altre cose, ci rende umani, troppo umani.

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