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Il Blog d'informazione scolastica del Prof. Giuseppe Bettoliere

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Archivio per la categoria ‘Un po’ di politica e ..società’

Quando un dittatore si sente padrone assoluto

Pubblicato da scuolareport su agosto 24, 2011

Gheddafi non molla ed è disposto a morire anziché lasciare il paese in mano agli insorti. Qualcuno cui serve far propaganda interpreterà la decisione del rais come un segno di coraggio, altri invece guarderanno il gesto come quello di chi è convinto di lottare per una giusta causa, nel caso di Gheddafi si tratterebbe di difendere i principi di una rivoluzione iniziata nel 1969 con la deposizione del re Idris.

In realtà, non vedo dietro l’ostinazione di Gheddafi principi da difendere né legittimi interessi di una parte del popolo che ancora muore per lui, vedo invece quell’egoistico e cieco  attaccamento del padrone alla sua roba, consistente in cose, mezzi e persone. Un dittatore ancora oggi è mosso dallo stesso principio che animava i sovrani medioevali, convinti non solo che il loro potere discendesse direttamente da Dio al quale solo dovevano render conto, ma che gli appartenesse, per volontà dello stesso, anche l’ultima zolla di terra del proprio regno, nonché la vita stessa di ogni suddito.Si tratta della sopravvivenza dello Ius Quiritium, il diritto più antico dei romani, strettamente connesso con la religione e rivelato dai pontefici, che nessuna democrazia potrà mai cancellare dalle menti malate di uomini come Gheddafi.

Ora il rais è solo rinchiuso in qualche buco non lontano da casa sua, intorno al lui ci saranno i figli, la moglie gli uomini che gli sono più riconoscenti insieme a qualche tonnellata di oro e un aereo pronto a decollare.Non mancheranno certo quadri e sculture raffiguranti il dittatore. Simboli del potere e proprietà, cose uomini e mezzi che gli appartengono come gli appartiene l’ultima goccia di sangue di chiunque si dichiari pronto a servirlo fino all’ultimo, in nome di un diritto che affonda le sue origini nella notte della storia, un tempo in cui la vita e la morte di un uomo erano nelle mani di alcuni, come Gheddafi, Assad, ed altri che ancora ci degnano della loro presenza.   

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Prove di democrazia

Pubblicato da scuolareport su agosto 19, 2011

             ovvero sulle recenti elezioni comunali   


Da diversi anni la democrazia in Italia non appariva più in buona salute e forse molti già pensavano che, un po’ alla chetichella, se ne fosse già andata. Le elezioni che si sono concluse ieri con i ballottaggi hanno invece dimostrato che la la democrazia italiana è ancora viva e vegeta e che la sovranità popolare non è solo un concetto da manuale. Il popolo è sovrano quando in barba a tutte le promesse, alle televisioni e ai loro programmi, alle beffe e agli spergiuri, alle intimidazioni e alle suggestioni, pronuncia  un secco: NO! Io voto per chi mi pare!! Lo fa però con stile garbato e quell’inconfondibile fair play che distingue gli elettori anglosassoni.

La democrazia è viva fino a che il popolo dice la sua in maniera netta e incontrovertibile, come hanno dimostrato di saper fare gli elettori di Milano,ma soprattutto di Napoli. Su questi ultimi, però, voglio soffermarmi. Non credevo che i napoletani riuscissero a sfuggire al canto delle sirene della destra e non da meno della sinistra, intendendo la sinistra uscente, quella pidiessina.

Il vota plebiscitario a De Magistris spiazza tutti, apre le porte della città non solo ad un vento nuovo, ma dimostra, come non mai, che la democrazia è roba che non si vende, né ai potenti e ai malvagi, né agli incantatori.

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A proposito di scarpe

Pubblicato da scuolareport su dicembre 16, 2008

Nel post di ieri ho preferito evitare di trattare anche questo aspetto, diciamo così, storico relativo all’utilizzo delle scarpe per usi diversi rispetto a quello principale. Nn ho voluto così appesantire il discorso, perchè ,come tutti sapranno ormai, i miei giovani lettori (ammesso che ce ne siano ancora) nn amano leggere per lungo tempo, preferendo le immagini e i video accompagnati da frasi brevi, concetti sintetizzati e senza argizogoli. Nn li biasimo, neanche a me sono mai piaciuti quelli che scrivono per autocompiacersi o i ridondanti  ( che nn è una parolaccia)per carattere .

Dicevo che, un paio di scarpe lanciate dal nostro eroico giornalista arabo 168122-Bushhanno segnato la fine dell’era Bush, (ammesso che nn combini qualche altro guaio proprio in questi ultimi giorni), scarpe come si è visto che per sfortuna(nostra!) nn lo hanno colpito, ma che hanno avuto l’effetto di siglare pittorescamente l’ altrettanto pittoresco discorso di commiato di Bush ai poveri soldati in Iraq.

Torniamo però di corsa alle scarpe dicendo subito che c’è un’altra occasione in cui hanno avuto un ruolo da protagonista nelle vicende storiche.

Il protagonista fu allora, Nikita Kruscev, segretario del partito comunista dell’Unione Sovietica, e successore di Stalin. E’ passato alla storia perchè denunciò gli orrori della grande purga staliniana e alzò alle stelle il prezzo della vodka. Fu lui che prese la decisione di far rientrare le navi sovietiche cariche di missili nucleari in rotta verso Cuba, evitando così la terza guerra mondiale. Un evento che fa ancora venire i brividi.

krushchev-boot L’episodio invece che vide le scarpe protagoniste fu quello che si svolse il 12 ottobre 1960, 902° incontro della 15^ Assemblea Generale delle Nazioni Unite, i delegati discutono la “Dichiarazione sulla concessione dell’indipendenza ai paesi ed ai popoli coloniali” presentata
dall’URSS.

Per contestare l’intevento dell’allora presidente di turno delle Nazioni Unite, Kruscev si tolse una scarpa e minacciò di lanciargliela contro. Ripetè il gesto contro durante l’intervento di Francis Wilcox, assistente del Segretario di Stato americano.

Le foto fecero il giro del mondo e sono rimaste nella storia, proprio  come vi resteranno le scarpe del giornalista iraqueno e quel volto tristemente sorridente del misero Bush.

Saluti a tutti gli alunni assenti

Questo video lo dedico a Mr President G. W. Bush

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