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Il Blog d'informazione scolastica del Prof. Giuseppe Bettoliere

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Archivio per la categoria ‘Terrore globale’

Terrore globale ( IV)

Pubblicato da scuolareport su dicembre 18, 2008

Gli uomini del terrore

Gente che combatte contro un sistema politico,economico e religioso del quale nn condivide le leggi e gli scopi. Queste persone vogliono un posto d’onore nella storia della globalizzazione che sarà, probabilmente, uno dei temi dominanti di questo secolo.

In questi termini si concludeva il post precedente dedicato al terrorismo globale. Sono riflessioni che nn ritengo troppo ardite, poichè tutto ci fa pensare che dietro gli attentati portati finora a compimento ci siano persone dotate di ingenti capitali, mezzi e intelligence, tali da poter sfidare senza paura gli stati e le agenzie investigative mondiali .

Nn credo si possa immaginare che nn vi sia una visione storica degli eventi nn vi sia un piano che vada ben al di là del terrore fine a sè stesso.

Il terrorismo globale nn è un fenomeno nato in questo secolo, ma molto tempo prima, prima ancora che il termine globalizzazione diventasse di uso comune. Come sempre succede in occasione dei grandi mutamenti economici, questi coinvolgono tutti solo nel momento in cui si sono già ampiamente realizzati e diffusi.

La globalizzazione si è finalmente materializzata in Occidente con le grandi fusioni e acqisizioni di banche, società e multinazionali, dando all’opinione pubblica l’idea di una grande trasformazione dove gli attori si riducono di numero, ma crescono in potenza. Sono nati così le aziende leader nella produzione dell’acciao(Arcelor), nella ristorazione(autogrill), nei trasporti, nella finanza,ecc.

Circa due anni era opinione diffusa che l’economia mondiale si trovava in una fase di espansione come nn si era mai vista prima.

Tuttavia in altre parti del mondo la caccia alle materie prime come il ferro, il rame, l’acciaio, il petrolio ecc., la diversa destinazione d’uso di migliaia di ettari di campi agricoli, hanno portato nei paesi poco industrializzati ulteriore miseria e discrimanazioni, rendendo quello della globalizzazione un fenomeno che ha portato ricchezza e benessere solo per pochi.

E’ questo, a mio avviso, lo scenario nel quale si combatte questa guerra.

Il terrorismo globale colpisce così i simboli di questo nuovo potere a partire da quello economico perchè l’economia rappresenta il motore principale della globalizzazione.

Naturalmente nulla giustifica tanto orrore e la violenza nn può che generare altra violenza.

Come in questo video di Sting:

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Terrore globale (III)

Pubblicato da scuolareport su dicembre 6, 2008

Il simbolismo del terrore

Gli obiettivi sono un’altro degli aspetti al quale i terroristi guardano con la massima attenzione. Nn si colpisce tanto per colpire e nemmeno per ridurre la forza militare del nemico, nn si scelgono gli obiettivi in base al peso che possono avere nella lotta, come avveniva ad es. con il terrorismo degli anni settanta.

Le brigate rosse o li membri della raf in Germania, colpivano giudici, giornalisti, uomini politici, tutti colpevoli, a loro dire, di essere autori, alleati, fiancheggiatori, collaboratori o semplici spettatori impassibili di una politica contro la quale avevano deciso di lottare apertamente.

Il terrorismo globale sceglie i suoi obiettivi in base al peso simbolico che essi hanno. Nn disponendo di armi tali da sconfiggere militarmente il nemico, colpiscono il suo immaginario collettivo. Poichè tutto ha un valore reale e uno simbolico insieme, si pensa che colpendo quegli obiettivi più fortemente simbolici si metta in crisi la stessa identità del nemico e i principi sociali ed economici.Twins-sequenza

Le twin towers, simbolo del potere economico occidentale; il Pentagono simbolo della forza militare degli Stati Uniti; La casa bianca simbolo del potere politico e così via.

A Munbay è avvenuta la stessa cosa. Sono stati colpiti i simboli del potere, della ricchezza, delle alleanze politiche ed economiche.

Munbay, capitale economica dell’India e simbolo del legame tra questo paese e il ricco Occidente. Alberghi di lusso, frequentati da uomini d’affari stranieri; la sinagoga simbolo della triplice alleanza tra Stati Uniti, Israele e l’India, infine la stazione ferroviaria, da sempre il simbolo della vita attiva di una nazione.

Questo terrorismo va alla ricerca di obiettivi che abbiano un senso profondo al di là della natura stessa e lo scopo per il quale sono sorti, chiaro e intellegibile, in grado di essere letto e compreso in ogni parte del mondo. I simboli parlano e parleranno soprattutto in futuro, quando gli storici daranno un volto preciso a questi eventi. 492e66a614f18_zoom

Ci sono uomini dietro a questi fatti che nn vogliono passare alla storia come efferati criminali, uomini del terrore e basta, come la stampa occidentale tenta di identificarli agli occhi della opinione pubblica, ma veri propri capi militari e religiosi, leader in grado di interpretare con estrema lucidità il momento storico e il ruolo che essi vi stanno giocando.

Quello dedicato agli uomini del terrore sarà il prossimo e ultimo post dedicato al terrorismo globale.

Dedico questo video di Sting a tutti gli alunni che amano andare fino in fondo alle cose

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Il terrore globale(II)

Pubblicato da scuolareport su dicembre 1, 2008


La morte in diretta

Prima degli obiettivi, le twin towers, la metro di Londra o Mumbay nella lontanissima India, quello che conta, per i terroristi, è la strategia.

La strategia è tanto imprevedibile, quanto studiata a lungo e approfonditamente.
E’ insieme strategia militare e marketing. Passato e presente,insomma.
Un tempo gli strateghi militari studiavano il modo per colpire quegli obiettivi in grado di ridurre la forza militare del nemico, allo scopo di averne militarmente ragione. La vittoria insomma arrivava quando la parte nemica era inequivocabilmente inferiore rispetto al potenziale militare della parte avversaria.
Si pensi alle atomiche scaricate su Hiroshima e Nagasaki che ebbero lo scopo di dimostrare ai giapponesi la forza distruttrica che gli Stati Uniti erano in grado di scateanre.hiroshima
In seguito, tra Stati Uniti e Unione Sovietica, vi fu la corsa agli armamenti nucleari che è durata fino alla caduta del comunismo e ai nuovi programmi di convivenza pacifica.
Gli uni e gli altri accumularono talmente tanti missili nucleari che avrebbero potuto distruggere il mondo con un semplice clik. Si chiamò guerra fredda.
Oggi invece, i terroristi sanno di nn poter contare su armi tanto potenti e per questo combattono con armi mediatiche,cercano cioè di mostrare al mondo intero la debolezza del nemico.
E’ una guerra lunga e snervante, giocata più dalla fredda intelligenza che dalla forza vera e propria.
Noi tutti possiamo venir coinvolti.
Quest’articolo, apparso su Repubblica online, mi sembra chiaro e lucidmente analitico.web_marketing
Così ve lo propongo, sperando che almeno gli alunni di quinta lo leggano per intero e che, anzi, salvino il ducumento sul computer, perchè potrà essere utile agli esami.

E’ una battaglia globale combattuta secondo le regole della guerra globale. L’operazione terrorista a Mumbai: va oltre l’attentato, singolo o a catena. Evoca, invece, un attacco militare, scatenato da un esercito frazionato in diverse cellule, che hanno aggredito molteplici punti della città. Contemporaneamente. In modo coordinato. Un’azione di guerra, preparata e realizzata con cura pari alla violenza. Comune alla logica terrorista è il bersaglio. I civili. Inconsapevoli. Colpiti nel corso della loro vita quotidiana, in luoghi pubblici, affollati. Scelti con grande attenzione simbolica. Hotel, locali di lusso. Turismo d’èlite e uomini d’affari. “Cercavano sangue a cinque stelle… erano alla caccia di inglesi e americani”, hanno raccontato Davide Scagliola e Marilena Malinverni, due giornalisti di Repubblica che hanno assistito, loro malgrado, all’attacco. Un episodio eclatante della Guerra globale lanciata dalla galassia di Al-Qaida contro i “Signori della globalizzazione”. Contro l’Occidente e il suo baricentro: l’asse anglo-americano. Appunto.

In questa guerra globale, le vittime non esistono come persone. Sono feticci. Sangue con cui imbrattare in modo appariscente e indelebile gli schermi di tutto il mondo. Perché non avrebbe senso un attacco a Mumbai, l’antica Bombay – la più “globale” delle metropoli indiane – senza la comunicazione “globale”.

Pochi minuti dopo le prime esplosioni, dopo i primi attacchi e le immagini, le notizie – drammatiche e concitate – arrivano dovunque. Attraverso le tv, le emittenti satellitari e internet. Giornali online e blog. La morte in diretta. Con i rischi del caso. Perché la violenza e la morte sono, da tempo, divenute uno spettacolo diffuso e attraente. Videogames, giochi di ruolo, fiction: usano il terrore e la guerra come script. Mentre la rete si affolla di sequenze di violenza quotidiana, girate con il cellulare, spesso da giovani e giovanissimi.

Così, diventa difficile riconoscere la guerra vera, la violenza vera, il terrore vero. Tutto rischia di sembrare artefatto – fatto e girato “ad arte”. Fino a rendere meno spaventose le immagini di morte e di guerriglia. Perché la morte e la guerriglia, appunto, si riducono a immagini…..

scarica l’articolo completo...la-morte-in-diretta

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