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Il Blog d'informazione scolastica del Prof. Giuseppe Bettoliere

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Archivio per la categoria ‘Storia della bruttezza’

Beauty is difficult

Pubblicato da scuolareport su maggio 11, 2008

Un articolo di Raffaele La Capria sul Corriere di oggi mi ha ricordato che la bruttezza è bellezza.

Questo veramente me lo ricordo anche da solo ogni volta che trovo una di quelle penne che so io (E qualche centinaio di alunni). Ma nn è tutto qui.

E’ un articolo che mi conforta perchè mi conferma che nn sbaglio, e faccio proprio bene a perseguire nella ricerca della bella bruttezza.

D’altra parte tutti concorderanno che nn è facile definire la bellezza e che i migliori si sono dovuti ricredere.

Beauty is difficult!!

Per esempio si dice: brutto come un rospo. Ma all’arrivo della primavera quando il rospo si sveglia dal suo letargo «i suoi occhi sembrano eccezionalmente grandi, e questo ci permette di osservare ciò che non sarebbe possibile in altra stagione, cioè che il rospo ha i più begli occhi del mondo. Sembrano d’oro o, più esattamente, fanno pensare a quelle pietre semipreziose di color dorato chiamate, credo, crisoberilli». Lo scrive George Orwell nel suo Elogio del rospo.

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Prendendo spunto da questo potremmo dire ad es. che la bellezza spesso ci confonde perchè nn è mai vera fino in fondo. E’ legata spesso a canoni estetici che ci fanno apparire bello quello che solo lontanamente vi assomiglia.

Il brutto invece mi attrae di più perchè lo trovo più sincero. E poi è esaltante mettersi ogni tanto alla prova, trovare ciòè tracce di bellezza nel brutto. che d’altronde dilaga a macchia d’olio.

Mica scema la bella principessa della fiaba!!?

MO

Buona domenica

Pubblicato in: Storia della bruttezza | 1 Commento »

Mi piaci mostro IV

Pubblicato da scuolareport su febbraio 24, 2008

Bruttezza e misoginia dall’antichità al Barocco.

Il misoginismo(atteggiamento di avversione o repulsione per la donna) è una linea rossa che attraversa la storia della cultura europea sin dall’antichità.

La donna amata/odiata è allo stesso tempo oggetto di desiderio e di paura, esaltata e gettata impietosamente nel fango da filosofi, scrittori, santi e plebei.

Nella storia la donna lascia dietro di sè la sua scia profumata che trascina uomini di ogni rango sociale, talvolta quella scia però ha odore di sangue mestruale che attira solo la ferocia e il pregiudizio. La biologia in questo senso ha giocato nell’antichità un ruolo importante nell’alimentare il misoginismo maschile.

Spesso infatti il ciclo mestruale, l’utero, il seno e la debolezza del corpo della donna furono usati per definire la natura fisica femminile come differente e inferiore rispetto a quella maschile. Aristotele, ad esempio, sostiene che figlio nasce dal seme paterno e dal sangue mestruale materno, però il contributo del seme e del sangue mestruale sono diversi, perchè la donna, essendo più fredda dell’uomo, non riesce a compiere l’ultima trasformazione e quindi il suo sangue non diventa seme, e il figlio nasce quando il seme “cuoce” – dice Aristotele – nel residuo femminile; da questo deriva una cosa fondamentale, che il contributo dell’uomo alla procreazione è attivo, l’uomo è spirito, la donna è la materia alla quale lo spirito dà forma.stupro1Su questa teoria della riproduzione Aristotele costruisce la teoria della subalternità sociale della donna che spesso farà da sostegno a chi vorrà vedere nella donna la causa di tutti i mali.

Nella letteratura latina la bruttezza della donna era spesso l’oggetto preferito di poeti e scrittori satirici.
eccone un esempio:

Salve ragazza dal naso non piccolo,

dai piedi non belli, dagli occhi non neri,

le dita non affusolate,la bocca non asciutta,

la parlata non elegante,………..(….)

Catullo

Nel medioevo invece predomina il tema della vecchia maligna,perfida,viziosa,invidiosa………..

Ecco alcuni versi scritti nel XIII secolo da Rustico De Filippi: op4

Dovunque vai con teco porti il cesso,

o vecchia puzzolenta,

chunque ti sta appresso si tura il naso e fugge immantinente

Li denti e le gengie tue sono così aperte

che lascian passar l’alito tuo puzzolente

(………)

Un altro tema dominante in questo periodo che vede al centro la donna è quello in cui ella è rappresentata come tentazione per l’uomo, minaccia per la fede del religioso, emblema della lussuria e incarnazione del demonio. Eccone un es.:

Goffredo di Vendome:

“Questo sesso ha avvelenato il nostro progenitore, che era anche suo marito e suo padre, ha strangolato Giovanni Battista, portato alla morte il coraggioso Sansone. In un certo modo ha ucciso anche il Salvatore, perché se non fosse stato necessario per il suo peccato, nostro Signore non avrebbe avuto bisogno di morire. Maledetto sia questo sesso in cui non vi è ne timore, nè bontà, ne amicizia e di cui bisogna diffidare più quando è amato che quando è odiato…”

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Mi piaci mostro III

Pubblicato da scuolareport su febbraio 15, 2008

Che c’è di più brutto della bellezza sfigurata?

Che c’è di più divertente che sfigurare il viso di una persona esagerandone i piccoli difetti, o portando all’eccesso certe espressioni, certi vezzi,certi atteggiamenti, certi tic…….!!??

Quest’aspetto della bruttezza è la caricatura. La caricatura è il punto massimo del brutto.E’tale che trapassa nella comicità.

Alcuni fanno iniziare la storia della caricatura con Leonardo Da Vinci.

da vinci 2 da vinci

Leonardo però si divertiva ad inventare dei tipi che non esistevano per davvero, la caricatura moderna invece nasce come strumento polemico nei confronti di qualcuno ed esagera un aspetto del copro per irridere o denunciare,attraverso un difetto fisico un difetto morale. Guardate queste:

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L’autore di queste caricature si chiama George Grosz (nome d’arte di Georg Ehrenfried Groß; Berlino, 26 luglio 1893 – Berlino, 6 luglio 1959) è stato un famoso pittore tedesco che usava le caricature per denunciare per denunciare i vizi e le bassezze morali degli uomini del suo tempo.

Tullio Pericoli,(uno tra i maggiori disegnatori italiani della fine del XX secolo) invece si serve della caricatura per mettere in risalto la personalità di personaggi celebri(soprattutto scrittori):

Pericoli_Beckett2 Pericoli_Hemihgway2 eienstein

La caricatura insomma è una forma di bruttezza esagerata, tanto che può farci venire da ridere a patto che………..non si tratti di noi.

Buona notte

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