Un articolo di Raffaele La Capria sul Corriere di oggi mi ha ricordato che la bruttezza è bellezza.
Questo veramente me lo ricordo anche da solo ogni volta che trovo una di quelle penne che so io (E qualche centinaio di alunni). Ma nn è tutto qui.
E’ un articolo che mi conforta perchè mi conferma che nn sbaglio, e faccio proprio bene a perseguire nella ricerca della bella bruttezza.
D’altra parte tutti concorderanno che nn è facile definire la bellezza e che i migliori si sono dovuti ricredere.
Beauty is difficult!!
Per esempio si dice: brutto come un rospo. Ma all’arrivo della primavera quando il rospo si sveglia dal suo letargo «i suoi occhi sembrano eccezionalmente grandi, e questo ci permette di osservare ciò che non sarebbe possibile in altra stagione, cioè che il rospo ha i più begli occhi del mondo. Sembrano d’oro o, più esattamente, fanno pensare a quelle pietre semipreziose di color dorato chiamate, credo, crisoberilli». Lo scrive George Orwell nel suo Elogio del rospo.
Prendendo spunto da questo potremmo dire ad es. che la bellezza spesso ci confonde perchè nn è mai vera fino in fondo. E’ legata spesso a canoni estetici che ci fanno apparire bello quello che solo lontanamente vi assomiglia.
Il brutto invece mi attrae di più perchè lo trovo più sincero. E poi è esaltante mettersi ogni tanto alla prova, trovare ciòè tracce di bellezza nel brutto. che d’altronde dilaga a macchia d’olio.
Mica scema la bella principessa della fiaba!!?

Buona domenica
Su questa teoria della riproduzione Aristotele costruisce la teoria della subalternità sociale della donna che spesso farà da sostegno a chi vorrà vedere nella donna la causa di tutti i mali.


