ScuolaReport

Il Blog d'informazione scolastica del Prof. Giuseppe Bettoliere

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Archivio per la categoria ‘la scuola che vorrei’

The university of everywhere

Pubblicato da scuolareport su ottobre 10, 2011

Benvenuti alla “University of Everywhere”, l’università di ogni posto. 

Da oggi a Stanford il corso online sulle Intelligenze Artificiali: 140 mila iscritti da 175 nazioni. Che non dovranno muoversi da casa per seguire le lezioni o fare gli esami. Tutto accade in Rete.

NELLA “scuola del futuro” non ci sono banchi rotti, muri sporchi ed edifici fatiscenti. Per la verità non ci sono proprio i banchi, i muri e gli edifici. E nemmeno le cattedre. Ci sono soltanto gli unici due elementi assolutamente indispensabili perché si possa parlare di un corso di studi: i docenti, ma solo quelli bravi davvero. E soprattutto gli studenti, tantissimi studenti.

Per ulteriori approfndimenti si legga su Repubblica scuola: ”Dite addio a cattedre e aule”

                                                             Io ci credo e voi?   

La lettura è consigliata a tutti gli scettici di 5/AC cui dedico questo video sulla scuola che sta per finire……

 

Pubblicato in: la scuola che vorrei | Lascia un commento »

La storia siamo noi

Pubblicato da scuolareport su settembre 23, 2008

La storia siamo noi dice De Gregori in una celebre canzone.

Molti alunni però, pur apprezzando il testo della canzone, vorrebbero sentire un’altra storia, altre storie, qualcuno vorrebbe una storia un poco più corta così da poterla ricordare agevolmente. Più si avanti e più la storia cresce. Il passato aumenta vertiginosamente, i libri si appensantiscono, i prof. spiegano sempre meno perchè anche loro nn ce la fanno a stare al passo, la memoria nn ce la fa. Quella che i libri raccontano è sempre la stessa storia le stesse guerre, gli stessi eroi, le stesse ragioni, le stesse menzogne.

I manuali sono sempre più ricchi di illustrazioni, approfondimenti, pagine di storiografia, i prof. riducono riducono per motivi di tempo, di spazio, di impegno, e finiscono per raccontare le stesse cose che il loro prof. gli spiegava in classe. Cioè sempre la stessa storia.

Il nostro sistema scolastico prevede le i contenuti delle diverse discipline si ripetano ad ogni ciclo in maniera sempre più appronfondita. Fino a qualche anno fa si arrivava all’ultimo anno di scuola superiore che si studiava la prima guerra mondiale, oggi in moltissime scuole nn si va al di là della seconda. Il nostro sistema scolastico fa della ripetizione un’arma vincente, adesso, però, per fronteggiare la dilatazione della storia nn è più sufficiente. E’ un criterio obsoleto.

La storia del 900 che si studia all’ultimo anno, ad es., dovrebbe avere molto più spazio e tempo. Avrebbe cioè bisogno dell’intero triennio. Dovrebbe essere nn una sola storia, ma tante storie. La storia dei vincitori e quella dei vinti; dei popoli e delle nazioni; si dovrrebbe avere tempo per leggere le biografie. Sapere chi era Hitler, e chi Churchill, Stalin, Mussolini. Si dovrebbe parlare della differenza tra ebrei russi, polacchi ed italiani, tra sionisti e nn. Spiegare perchè i perseguitati si trasformano in un popolo di perseguitatori. Perchè gli ebrei di Israele stanno costruendo un muro che dividerà gente e luoghi; perchè l’imperialismo americano nn ha mai fine.

Insomma se la storia siamo veramente noi dovremmo conoscerla meglio, più da vicino. Nn solo ripeterla come saccenti pappagalli.

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La scuola che vorrei (II)

Pubblicato da scuolareport su settembre 17, 2008

La scuola che vorrei dovrebbe fare un ulteriore passo avanti rispetto a quanto scrivevo sui libri di testo nel post precedente.

Si dovrebbe partire chiedendosi: I libri di testo servono più agli insegnanti o agli alunni?

I più cauti risponderanno ad entrambi, ma volendo esser franchi, si potrebbe arrivare a dire: servono molto di più agli insegnanti che agli alunni.

I libri di testo sono un fardello costoso, ridondante,superfluo.libri

Nella stragrande maggioranza delle scuole, il libro di testo rappresenta per lo studente l’unica fonte di apprendimento e per l’insegnante il solo veicolo di trasmissione di un sapere cristallizzato.

Viceversa la sostituzione di esso con una pluralità di fonti permette il confronto delle idee, l’acquisizione degli strumenti per impostare un sapere critico e quindi lo sviluppo della capacità di valutazione degli studenti.

Anzi, i libri di testo come unico sussidio all’insegnante rappresentano una vera
limitazione della libertà d’insegnamento.stor_11064328_21100

Così il docente ritroverebbe una propria dignità didattica, in quanto sarebbe libero di impostare del tutto autonomamente la progettazione del curricolo scolastico.

Ciò ovviamente presuppone un’attività di ricerca e programmazione che va molto al di là di ciò che si fa oggi nelle scuole e che dovrebbe portare ogni docente alla padronanza e all’utilizzo di diversi strumenti didattici, tecnologie audio-visive e informatiche, oltre che ad un utilizzo, sempre valido, di materiale cartaceo (come fotocopie di testi da lui selezionati).

Inoltre, la facoltà da parte di ogni insegnante di poter rinunciare all’adozione del testo scolastico potrebbe contribuire a una liberalizzazione della concorrenza nell’elaborazione dei sussidi didattici, rendendoli migliori e continuamente evolventesi, in contrapposizione ad un “monopolio” che offre soluzioni preconfezionate alle quali la domanda è costretta ad adattarsi senza possibilità di replica. Questa incentiverebbe di più gli editori a migliorare qualitativamente proprio i libri di testo.

Il libro di testo a scuola, insomma, nn è assolutamente indispensabile, anzi visto che i prezzi lievitano ogni anno a confronto di un’offerta didattica sempre meno rispondente a reali esigenze pedagogiche e sempre più a criteri di marketing, la possibilità da parte di un docente di poterne fare a meno risulta una valida alternativa nel contesto di una scuola dell’autonomia destinata sempre più chiaramente una realtà in grado di sperimentare ed innovare ai più alti livelli.

Ma pochi dirigenti avrebbero oggi il coraggio di spingersi così avanti sulla strada dell’autonomia.

Pubblicato in: la scuola che vorrei, varie | 1 Commento »

 
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