Gli antichi greci guardavano alle cose come se il mondo fosse nato solo qualche giorno prima. La filosofia, secondo Aristotele, nasce proprio dalla meraviglia. Quella che l’uomo greco provava assistendo ai fenomeni della natura,ai grandi misteri della nascita, della morte, dell’origine di tutte le cose. Ai greci dobbiamo lo sviluppo della logica e dell’astrazione. La nostra civiltà sarebbe tutt’altro senza il loro preziosissimo contributo.
Gli antichi greci furono tra i primi a riflettere su concetti come l’essere, il divenire,l’amore, la bellezza..ecc.
Sulla bellezza avevano idee molto precise che ancora oggi dominano l’estetica. Quella vera (che seriamente riflette sulle forme del bello) e quella falsa (quella consumistica, finalizzata al solo guadagno). La bellezza, ad es., secondo Omero era data dalla luminosità, dallo splendore. Sono belle, per es. le armi degli eroi che brillano al sole, la luce della luna e il riverbero delle acque, l’uomo dall’occhio splendente.
Ma bella è anche la capacità di persuadere, di attrarre. Così la donna è bella anche per la sua capacità di sedurre e nn solo per l’armonia e la proporzione del corpo.
La poesia condivide con la bellezza questa capacità di persuadere. In questo senso la poesia arriva direttamente al cuore ed esercita sull’animo una dolce forza di seduzione.
Molte poesie di quel tempo erano brevi e colpivano gli ascoltatori ( nn c’erano ancora i lettori) per la loro forza evocativa e la chiarezza espressiva. La poesia nasceva dalla musica e aveva in comune con quest’arte il senso del ritmo e del suono.
Le poesie brevi mi hanno sempre colpito. Quell’antica forma di seduzione è stata per molto tempo la mia tentazione preferita.
Spesso quando provavo a fare il poeta, mi venivano quasi sempre fuori versi brevi, e nn c’era modo di allungarli.
Tra le poesie che spesso mi tornano alla mente c’è questa del poeta latino Marziale, dedicata ad una bambina morta all’età di pochi anni:
Terra non pesare troppo su di lei
lievi furono i sui passi su te, quand’era viva.
Poi c’è questa di un poeta italiano contemporaneo:
Vivere vorrei addormentato
nel dolce rumore della vita.
(Sandro Penna)
Una poesia dunque è bella quando ci seduce, ci prende cioè per sempre un pezzetto di noi e mai più la dimenticheremo.
Il blog estivo dedicato alla poesia finisce qui, sperando che almeno qualcuno si sia accorto di noi.
Nn vi sembra tutto già visto? Già visto decina di volte? A me si!!