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Il Blog d'informazione scolastica del Prof. Giuseppe Bettoliere

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Archivio per la categoria ‘Il blog estivo’

Le armi, le donne e le poesie

Pubblicato da scuolareport su settembre 7, 2008

Gli antichi greci guardavano alle cose come se il mondo fosse nato solo qualche giorno prima. La filosofia, secondo Aristotele, nasce proprio dalla meraviglia. Quella che l’uomo greco provava assistendo ai fenomeni della natura,ai grandi misteri della nascita, della morte, dell’origine di tutte le cose. Ai greci dobbiamo lo sviluppo della logica e dell’astrazione. La nostra civiltà sarebbe tutt’altro senza il loro preziosissimo contributo.

Gli antichi greci furono tra i primi a riflettere su concetti come l’essere, il divenire,l’amore, la bellezza..ecc.

Sulla bellezza avevano idee molto precise che ancora oggi dominano l’estetica. Quella vera (che seriamente riflette sulle forme del bello) e quella falsa (quella consumistica, finalizzata al solo guadagno). La bellezza, ad es., secondo Omero era data dalla luminosità, dallo splendore. Sono belle, per es. le armi degli eroi che brillano al sole, la luce della luna e il riverbero delle acque, l’uomo dall’occhio splendente.

discoboloMa bella è anche la capacità di persuadere, di attrarre. Così la donna è bella anche per la sua capacità di sedurre e nn solo per l’armonia e la proporzione del corpo.

La poesia condivide con la bellezza questa capacità di persuadere. In questo senso la poesia arriva direttamente al cuore ed esercita sull’animo una dolce forza di seduzione.

Molte poesie di quel tempo erano brevi e colpivano gli ascoltatori ( nn c’erano ancora i lettori) per la loro forza evocativa e la chiarezza espressiva. La poesia nasceva dalla musica e aveva in comune con quest’arte il senso del ritmo e del suono.quadri_donne

Le poesie brevi mi hanno sempre colpito. Quell’antica forma di seduzione è stata per molto tempo la mia tentazione preferita.

Spesso quando provavo a fare il poeta, mi venivano quasi sempre fuori versi brevi, e nn c’era modo di allungarli.

Tra le poesie che spesso mi tornano alla mente c’è questa del poeta latino Marziale, dedicata ad una bambina morta all’età di pochi anni:

Terra non pesare troppo su di lei

lievi furono i sui passi su te, quand’era viva.

Poi c’è questa di un poeta italiano contemporaneo:

Vivere vorrei addormentato

nel dolce rumore della vita.

(Sandro Penna)

Una poesia dunque è bella quando ci seduce, ci prende cioè per sempre un pezzetto di noi e mai più la dimenticheremo.

Il blog estivo dedicato alla poesia finisce qui, sperando che almeno qualcuno si sia accorto di noi.

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O professore vesuviano

Pubblicato da scuolareport su settembre 2, 2008

Grande il film di ieri sera o’ professore. Grande, in senso esculsivamente quantitativo però, ovvero mi è sembrata smisurata quella napoletanità sempre uguale a se stessa, dove puntualmente si ha l’impressione che si reciti a soggetto e alla fine si scopre che si tratta in ogni caso della medesima retorica filospaghetticonlapummorulancopp.

Ecco gli ingredienti della fiction (per chi ancora si illudesse di trovarvi qualcosa di nuovo): il buono ed onesto prof in prima linea nell’antica guerra contro i mali di Napoli;

il boss che incarna quel duplice aspetto che da sempre contraddistingue il camorrista napoletano: da un lato, quel barlume di umanità misto ad un senso della giustizia di matrice popolaresca e dall’altro quel cieco cinismo del criminale che tira fuori gli artigli nn appena si toccano i suoi interressi.

In mezzo l’eterno oggetto della contesa tra il bene e il male: il ragazzo(la speranza che qualcosa possa cambiare) che il prof vorrebbe strappare al destino al quale il boss l’ha condannato.

Sullo sfondo una scuola di frontiera,situata, e come potrebbe essere diversamente, nel cuore di uno dei più antichi e popolari quartieri di Napoli.

guardie-e-ladri_smallNn vi sembra tutto già visto? Già visto decina di volte? A me si!!

C’è da chiedersi se veramente un film così abbia una qualche valenza educativa o serve ancora una volta, come una vecchia malinconica canzone che nn fa presa più su nessuno, a portare i ragazzi a identificarsi nn già con il grigio e scaduto eroe positivo, ma proprio con quelle forze che vorrebbero definitivamente metterlo in soffitta per sottrarci solo così, paradossalmente, a quella immobilità alla quale città è assolutamente abbandonata.

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All’ inizio…

Pubblicato da scuolareport su agosto 31, 2008

Ogni civiltà ha un proprio calendario, stabilito in base ad eventi religiosi e civili. Il calendario, come tutti sanno, sancisce ricorrenze, festività e serve a ricordare nascite e morti, l’inizio e la fine di un anno.

All’interno del calendario ufficiale poi, molte categorie sociali ne hanno uno proprio. Per noi insegnanti ad.es. l’anno comincia il primo settembre. Per gli alunni un paio di settimane dopo.

Ogni anno scolastico infatti si presenta nuovo, o quantomeno diverso da quello precedente. Alunni nuovi, situazione diverse, ogni anno scolastico nn è mai uguale a quello precedente.

Per me in particolare la sensazione di cominciare qualcosa di nuovo è particolarmente forte. Il mio calendario comincia decisamente domani.

Da dieci anni infatti cambio scuola ogni volta. Dapprima come insegnante precario, dipendente dalla ruota della fortuna delle cattedre disponibili, poi da insegnante in assegnazione provvisoria anche questo un meccanismo che può riservare delle "belle sorprese".

Insomma ogni volta mi tocca ricominciare. Scuola che vai abitudini che trovi. Per nn parlare di colleghi e soprattutto di alunni che rappresentano l’elemento più interessante di tutta la faccenda. Ovviamente. Le novità mi piacciono, ma l’effetto meteora mi lascia l’amaro in bocca. Quando si comincia a parlare di cose serie bisogna finire il discorso e con gli alunni nn basta un anno di scuola per finire quel discorso. A me proprio nn basta. Pazienza.

Ho già scritto qualcosa sui prof itineranti e nn vorrei ripetermi.

Piuttosto, tanto per parlare un pò di me ( è una cosa che comincia davvero a piacermi) ci sono due momenti del nuovo anno che ancora mi tengono sveglio la notte. Si tratta del primo collegio docenti e più di tutto il primo giorno di lezione.

Ci crederanno gli alunni che l’emozione del primo giorno mi fa stare male? Guardarli in faccia e parlargli per la prima volta è ancora un momento di tensione alta in mezzo a cui puntualmente temo di fare qualche gaffe.

Quest’anno avrò studenti adulti, molti stranieri, sicuramente troverò in loro stimoli e soddisfazioni, ma riuscirò anche questa volta ad essere all’altezza del compito? Riuscirò a rappresentare qualcosa di positivo per loro?

In classe entrerò per la prima volta il primo ottobre, l’anno scolastico si preannuncia breve, speriamo almeno che sia intenso.

Cin cin………

Buon anno a tutti docenti e alunni.

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