Il ’68, Sit-in a San Pietro apre anno contestazione a Roma
Alle 21,31 di lunedì 15 gennaio 1968, l’ANSA batteva una notizia dal titolo ’Dimostrazione studenti Università Cattolica in piazza San Pietro’: quella era la prima notizia ANSA sul Sessantotto, un anno destinato a entrare nella storia e nel linguaggio come il Quarantotto del XIX Secolo.
Rispetto alla fine del ’67, il ’68 era cominciato in sordina. Il 10 gennaio, c’erano state proteste alle Università di Torino e di Padova, rioccupate e subito sgomberate dalla polizia: fatti che in genere non finiscono sulle pagine nazionali dei giornali, e di cui non c’è traccia nei notiziari dell’ANSA. Un segno che i media non comprendono ancora e pieno quanto sta avvenendo nel mondo studentesco.
La prima protesta del ’68 registrata dall’ANSA è proprio quella in piazza San Pietro.
“Un centinaio di giovani, ragazzi e ragazze – scriveva l’Agenzia -, sono stati seduti a terra sul selciato di piazza San Pietro questo pomeriggio per cinque ore mostrando cartelli e distribuendo volantini ciclostilati ai passanti che si fermavano incuriositi. Erano gli studenti della facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha sede in Roma, i quali hanno voluto esprimere in tal modo la loro protesta per alcune decisioni prese dal Rettore dell’Università in merito alle agitazioni studentesche di Milano dei mesi scorsi e dimostrare solidarietà a tre loro colleghi espulsi dall’Ateneo milanese: uno di questi, Mario Capanna, è stato tra i dimostranti in San Pietro”.

“La manifestazione – continuava l’ANSA – si è svolta in silenzio e senza incidenti.
I giovani sono rimasti raggruppati presso l’obelisco tenendo i cartelli rivolti verso le finestre del Palazzo Apostolico, nel quale risiede il Papa. Alcuni hanno trascorso il pomeriggio studiando su libri che avevano portato con sé; altri, di tanto in tanto, intonavano sottovoce canti di montagna”. La cronaca riferisce anche che i cartelli degli studenti chiedevano “un vero dialogo all’interno dell’Università” e la “democratizzazione dell’Ateneo”, mentre su un cartello era scritto “Dio ci ha dato la libertà, la Cattolica ce l’ha tolta”.
Anche la chiesa nn potè ignorare il fenomeno poichè molti studenti cattolici aderirono a quel rinnovamento culturale fondando realtà religiose e sociali più vicine alla società e ai suoi cambiamenti. Nachque così di chiara ispirazione cattolica Comunione e Liberazione, che raggruppa ancora oggi giovani in molti paesi del mondo, impegnati nella società e a fianco dei più deboli.
Guardate che roba….anche se il video è un po’ lungo vale proprio la pena.
Canta Giorgio Gaber