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Il Blog d'informazione scolastica del Prof. Giuseppe Bettoliere

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Archivio per la categoria ‘Il ’68’

Il 68 (VII)

Pubblicato da scuolareport su febbraio 1, 2009

Il ’68, Sit-in a San Pietro apre anno contestazione a Roma

Alle 21,31 di lunedì 15 gennaio 1968, l’ANSA batteva una notizia dal titolo ’Dimostrazione studenti Università Cattolica in piazza San Pietro’: quella era la prima notizia ANSA sul Sessantotto, un anno destinato a entrare nella storia e nel linguaggio come il Quarantotto del XIX Secolo.


Rispetto alla fine del ’67, il ’68 era cominciato in sordina. Il 10 gennaio, c’erano state proteste alle Università di Torino e di Padova, rioccupate e subito sgomberate dalla polizia: fatti che in genere non finiscono sulle pagine nazionali dei giornali, e di cui non c’è traccia nei notiziari dell’ANSA. Un segno che i media non comprendono ancora e pieno quanto sta avvenendo nel mondo studentesco.

La prima protesta del ’68 registrata dall’ANSA è proprio quella in piazza San Pietro.

“Un centinaio di giovani, ragazzi e ragazze – scriveva l’Agenzia -, sono stati seduti a terra sul selciato di piazza San Pietro questo pomeriggio per cinque ore mostrando cartelli e distribuendo volantini ciclostilati ai passanti che si fermavano incuriositi. Erano gli studenti della facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha sede in Roma, i quali hanno voluto esprimere in tal modo la loro protesta per alcune decisioni prese dal Rettore dell’Università in merito alle agitazioni studentesche di Milano dei mesi scorsi e dimostrare solidarietà a tre loro colleghi espulsi dall’Ateneo milanese: uno di questi, Mario Capanna, è stato tra i dimostranti in San Pietro”.

daniel_1511_XX_cappella_sistina_vatican

“La manifestazione – continuava l’ANSA – si è svolta in silenzio e senza incidenti.

I giovani sono rimasti raggruppati presso l’obelisco tenendo i cartelli rivolti verso le finestre del Palazzo Apostolico, nel quale risiede il Papa. Alcuni hanno trascorso il pomeriggio studiando su libri che avevano portato con sé; altri, di tanto in tanto, intonavano sottovoce canti di montagna”. La cronaca riferisce anche che i cartelli degli studenti chiedevano “un vero dialogo all’interno dell’Università” e la “democratizzazione dell’Ateneo”, mentre su un cartello era scritto “Dio ci ha dato la libertà, la Cattolica ce l’ha tolta”.

Anche la chiesa nn potè ignorare il fenomeno poichè molti studenti cattolici aderirono a quel rinnovamento culturale fondando realtà religiose e sociali più vicine alla società e ai suoi cambiamenti. Nachque così di chiara ispirazione cattolica Comunione e Liberazione, che raggruppa ancora oggi giovani in molti paesi del mondo, impegnati nella società e a fianco dei più deboli.

Guardate che roba….anche se il video è un po’ lungo vale proprio la pena.

Canta Giorgio Gaber


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Il ’68 (VI)

Pubblicato da scuolareport su gennaio 17, 2009

IL CONTROFESTIVAL

Il controfestival arriva un anno dopo Al Festival di Sanremo.

La contestazione arrivo’ nel 1969 con il Controfestival annunciato da Dario Fo e Franca Rame che definirono il tradizionale festival di Sanremo “un prodotto della borghesia che addormenta le coscienze dei lavoratori” .’Tra i debuttanti il Festival ’69 vide Lucio Battisti e Nada.

Stessa atmosfera alla Scala colpita dal lancio di uova, a Venezia e a Cannes, dove venne occupato il del Palazzo del Cinema, e al Premio Strega che vide Pasolini ritirare il suo ’Teorema’. I

l Sessantotto è stata la stagione dei Controfestival, una rivoluzione dei valori che ha portato alla contestazione delle principali manifestazioni culturali italiane. A Cannes, il XXI Festival, inaugurato dalla nuova copia in 70 mm di ’Via col vento’, venne interrotto dopo una settimana per solidarietà con le lotte studentesche e operaie.

Il 17 maggio viene occupato il Palazzo del Cinema da cineasti, tecnici e giornalisti e vengono costituiti gli Stati Generali del Cinema. Venezia non è da meno: dopo giorni di violente contestazioni, il 25 agosto viene rinviata la Mostra del Cinema. L’associazione degli autori occupa il Palazzo del Cinema, vengono sgomberati dalla polizia ma i contestatori, guidati da Cesare Zavattini, danno vita a un controfestival.

Neppure il Premio Strega uscì indenne dall’infuriare della contestazione: nell’edizione del ’68, vinta da Alberto Bevilacqua con ’L’occhio del gattò, Pier Paolo Pasolini ritira per protesta il suo romanzo ’Teorema’ mentre il film tratto dal libro viene presentato alla Mostra del Cinema di Venezia contro la sua volontà in un clima arroventato.

Qul festival fu vinto da Bobby Solo e Iva Zanicchi, ma nn tutti se ne accorsero.

I ragazzi del ’68 avevano già i loro miti e le loro canzoni fatte di ben altra pasta.


Eccone una:

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Il ’68 (V)

Pubblicato da scuolareport su dicembre 14, 2008

IL FESTIVAL DI SANREMO

Il ’ 68 fu per molti un anno normale, normalissimo, scandito dai soliti appuntamenti che, come un rito, talvolta triste e scontato, si protraggono fino ad oggi.

Il festival di Sanremo di quell’anno iniziò e finì come se nulla accadesse, eppure quell’anno passerà alla storia come uno dei più formidabili.

Quell’anno Sanremo fu molto poco “sessantottino”. C’era bisogno di normalità dopo il suicidio di Luigi Tenco che aveva reso drammatica l’edizione dell’anno precedente.

Ma di questo si parlerà nel prossimo post.

Nelle parole delle canzoni presenti al festival, era completamente assente qualsiasi eco di contestazione. L’unica canzone con qualche lontanissimo possibile richiamo era una di quelle escluse dalla finale, “le opere di Bartolomeo”, cantata dai Rokes e dagli sconosciuti Cowsills, un motivo bruttino che parlava in modo disimpegnato di un operaio della catena di montaggio che, stanco di fare tutti i giorni “Millecentoundici buchi tutti in fila in questo pezzo di ferro così”, sognava di diventare uno scrittore.

La cronaca dell’ANSA riportava anche che la serata finale si era chiusa con un piccolo incidente perché, al momento della premiazione delle tre canzoni prime classificate, Adriano Celentano si era già allontanato.

Ma il Celentano di allora nn era ancora quello che conosciamo, nn si allontanò in segno di protesta, ma L’ipotesi più probabile – scriveva l’ANSA – è che Celentano non si sia voluto incontrare con Don Backy, autore dei motivi classificati al secondo e terzo posto” aggiungendo però che “alcuni portavoce del Clan hanno invece affermato che Celentano era rientrato in albergo perché era molto stanco e si sentiva poco bene”.

La vittoria di Endrigo passò inosservata nel mondo dei sessantottini che, nel frattempo guardavano ad altri modelli e avevano già consacrato Luigi Tenco, suicidatosi nel corso del festival dell’anno prima, come il più popolare cantautore italiano.

C’è solo da ggiungere, che in realtà, sergio Endrigo nn fu quell’autore di canzonette all’italiana che il pubblicò di Sanremo credette di trovarsi di fronte, ma per questo vi rimando al solito approfondimento che potrete scaricare cliccando qui…. sanremo-e-sergio-endrigo3


Ecco la premiazione della canzone vincente con l’immancabile Pippo Baudo(sic!!)

Ps. Ci rifaremo al controfestival….

Pubblicato in: Il '68 | 1 Commento »

 
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