Ci sono esami ed esami. Esami veri ed esami falsi.
Falsi nel senso che tutto va nel modo prestabilito, senza che nessuno si aspetti niente. Tanto i prof quanto gli alunni.
E’ un triste rito, simile a quelle cerimonie che si ripetono annualmente e alle quali si va per dovere istituzionale o per consuetudine.
Esami tristi, consumati nel desiderio che finiscano al più presto per potersi svegliare più tardi la mattina; esami consumati nella fretta di riempire le schede stando attenti a nn dimenticare una firma o una casella da riempire; esami consunti, macchiati di pregiudizi e servilismo. Senza fantasia e speranza.
Nn sono falsi perchè truccati, ma perchè sono tristi e inutili.
Bisognerebbe dirlo chiaramente agli alunni: guardate noi vi abbiamo già giudicato. Ora scrivete quanto volete, diteci ciò che vi pare, ma sappiate che nn muoverete una sola virgola dal giudizio che abbiamo già scritto su di voi.
E come in una preghiera ripeteremo tutti insieme il docile e vile consenso: amen.