Il lunedì nove milioni di azioni cambiarono di mano; il valore delle azioni era calato di quattordici miliardi di dollari in meno di una settimana. Poi, il “martedì nero”, si verificò il crollo della borsa: il prezzo delle azioni di numerose imprese di grandi dimensioni precipitò. Quel giorno più di sedici milioni di azioni vennero negoziate e il valore delle stesse calò di altri dieci miliardi di dollari. Ciò ebbe un riflesso immediato sulle altre borse degli Stati Uniti, da Chicago a San Francisco.
Il sogno americano di una prosperità senza fine
andò improvvisamente
in frantumi.
la cronaca di quei folli giorni
crisi 1929 (pagine di storiografia)
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