prof autoreferenziali
Pubblicato da scuolareport su ottobre 25, 2009
Ci sono prof che amano ascoltarsi. Sono autoreferenziali,ma nn lo ammetteranno mai. A differenza però di altre categorie di soggetti autorefenrenziali, come ad es. la categoria dei politici, quella dei preti o quella più generalista che raccoglie tutti coloro i quali provano un immenso piacere a parlare in pubblico elargendo ammonimenti e/o ammaestramenti, i docenti di scuola continuano imperterriti a ripetere le stesse cose per anni e anni senza troppo curarsi che questo mondo è cambiato.
A sentir parlare qualcuno di loro sembra di essere tornato a scuola, quella cioè in cui sedevo tra i banchi. Allora nn avrei mai pensato di trovarmi dall’altra parte della barricata formativa e per giunta a combattere in prima linea.
A scuola ero un combattente di retroguardia. Prendevo le cose con filosofia e mi ispiravo al famoso principio del vivi e lascia vivere. Ma nn è di me che voglio parlare.
Molti prof dicevo più che parlare agli alunni parlano a sè stessi. Si ascoltano, si giudicano si autocompiaccciono. Spesso però che nn si rendono conto che nn tutte le scuole sono uguali, che i tempi nn sono uguali, che le strade, i quartieri, le città cambiano e insime a loro cambiano anche gli alunni e che pertanto bisognerebbe cambiare un po’ anche le cose che si dicono o quantomeno il modo in cui si dicono.
La maggior parte dei prof risulta indifferente agli occhi degli alunni. Nel senso che mai uno si chiede ad es.: <chissà cosa fa il prof. quando nn è a scuola?> Alcuni prof risultano falsi. Falsi e/o compiacenti nel sorriso e nell’atteggiamento protettivo che nutrono verso gli alunni.
Altri invece del tutto insopportabili. 
Gli alunni ci giudicano davvero male, ma molti di noi continuano indefessi ad ammirarsi come patetici narcisi.
Piero Caluori detto
Di Professori ” di retroguardia”, come tu ti definisci, ne è pieno il mondo e dopo 58 Scuole di servizio so dove come si mettono.