Gli scritti sono la porta d’accesso alla promozione (e a buon voto), di massima importanza dunque anche se gli alunni è degli orali che veramente hanno paura.
Sta lì il vero giudizio, la chiave di volta: il vero supplizio.
Essi però nn conoscono il meccanismo della valutazione.
Basterebbe prestare attenzione al viso dei docenti.
Nella maggior parte dei casi un alunno che ha superato brillantemente le prove scritte viene accolto con un sorriso diffuso, un senso di lieta spensieratezza da parte di chi si attende una semplice conferma.
L’alunno che ha superato oltre ogni margine di dubbio lo scritto è come un gradito ospite che si siede a tavolo. Ci aspettiamo da lui che apra la bocca e finisca di stupirci.
E anche se nn lo farà saremo con lui/lei oltremodo indulgenti perchè attribuiremo l’indecisione, il vuoto di memoria, l’improvvisa confusione ai vari e mutevoli stati d’animo legati all’occasione.
Ecco il punto: bisognerebbe avere maggior timore degli scritti e nn degli orali, come haimè capita più frequentemente.
Sono esclusi ovviamente da questa discussione coloro che copiando agli scritti hanno creduto di ipotecarsi l’esito dell’esame: poichè chi copia viene trattato con quella sufficienza che si riserva solo a chi, inopportunamente, capita nel bel mezzo di una intelligente discussione e nn sa proprio che dire.
Buon orale a tutti