Primo dovere di un commissario d’esame è nn nuocere. Vale per lui come per i medici.
Si può essere distratti, superficiali, frettolosi, pedanti, esigenti, incuranti, severi………..l’importante è dare all’esame di stato la sua giusta e corretta interpretazione.
Del resto, arrivati all’esame quello che si doveva fare si è fatto. Qualunque medicina nn servirà a trasformare un alunno indolente in un mostro di genio.
Questo in commissione lo sanno tutti. Esterni, interni e presidente compreso. Ma l’esame è come un grande gioco al quale tutti devono partecipare.
E’ UN RITO VERO E PROPRIO.
Simile a quelli che sancivano il passaggio all’età adulta. Maturità infatti indica una stato acquisito.
Ci sono però condizioni in cui la maturità, che tra l’altro chi viene ammesso ha già acquisito, si trasforma in una farsa e talvolta in una tragedia.
Ci sono commissari infatti che credono che sia possibile fermare Cesare al Rubicone o, come nel film di Troisi e Benigni, che si possa fermare il genocidio degli indiani d’America impedendo a Colombo di salpare da Palos.
Si finisce così per trasformare gli esami da un utile e cordiale rito di passaggio in un vero e proprio incubo, arrivando persino a bocciare chi, arrivato comunque al termine del suo percorso di studi, è giudicato nn maturo.
Primo: nn nuocere.
Ripetere l’esame oltre che inutile è, per un alunno, quanto di più umiliante vi sia.
Buon esame a tutti