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Il ’68

Pubblicato da scuolareport su ottobre 27, 2008

In questi giorni quei pochi studenti che seguono il blog sono evidentemente impegnati nelle proteste contro il decreto Gelmini.
Ciononostante, l’atmosfera calda di qUEsti giorni mi porta ad anticipare un tema che avrei voluto trattare più in là e che è un argomento sicuramente interessante e adatto ad una tesina per gli esami. Si tratta del ’68, l’anno che è diventato il simbolo di tutte le contestazioni studentesche, anche se pochi oggi conoscono veramente i fatti e le idee che circolarono in quei mesi. Il nostro percorso riguarderà, per questioni di tempo, solo l’Italia e ci guiderà nn solo nel mondo della contestazione sociale e politica ,ma anche in quello della musica, della moda e delle idee dei giovani del tempo.
Mi auguro che riscuoterà l’interesse spensierato di molti alunni e nn solo.

68

Il ’68

Il ’sessantotto’ comincia nel ’67 –

Il ’68 italiano è cominciato, in realtà, nel 1967. A febbraio del 1967 gli studenti occupano l’Università di Pisa e ancora, l’1 novembre, all’Università di Trento (frequentata, tra gli altri, da Renato Curcio e Mara Cagol) . figliafioriMa quello che si considera il vero e proprio atto di nascita del ’68 è del 16 novembre 1967 quando, davanti all’Università Cattolica fondata dal severo Padre Gemelli, accade un fatto inusuale per quell’epoca e soprattutto per quel luogo: un’assemblea di studenti che non solo discutono e protestano per la tipologia dei corsi di studio e per la selettività, ritenuta classista, ma pensano anche agli orrori della guerra in Vietnam, che la tv porta ogni sera in tutte le case, sognano di cambiare il mondo, vogliono abbattere gli steccati ideologici e culturali nei quali vedono imbrigliata la società.

A sera gli studenti decidono di occupare la Cattolica. Fatto straordinario che finisce su tutti i giornali, ne parla anche la tv, gli studenti ottengono un primo grande risalto, con le loro rivendicazioni che, a seconda dei punti di vista, vengono considerate innovative o sovversive.

Quella prima occupazione dura poche ore, perché nella notte gli agenti guidati dal commissario Luigi Calabresi *(che nel 1972 sarà assassinato a Milano) provvedono a sgomberare i locali. Il giorno dopo nel capoluogo lombardo la protesta ricomincia e diventa più forte, torna l’occupazione e, soprattutto, da quel momento la protesta studentesca diventa un fatto nazionale. segue……..

scarica il file completo: il-68-nasce-nel-67

*Il commissario Luigi Calabresi era addetto alla squadra politica dellacalabresi-corriereinfo
questura di Milano, in tale veste veniva spesso incaricato di seguire
le manifestazioni, frequenti a quel tempo a Milano. Fu accusato della morte di Giuseppe Pinelli, un giovane ferroviere anarchico che precipitò, si disse,fortuitamente,dalla finestra della questura proprio della stanza di Calabresi. Gli anarchici nn credettero all’incidente e nel 1972 uccisero con quattro colpi di pistola il comissario Calabresi, davanti casa sua


Questa canzone è di Claudio Lolli ed ebbe un grande successo tra gli studenti anarchici e nn.

Una Risposta to “Il ’68”

  1. Ky detto

    eh già prof,
    l’assemblea permanente a scuola mi tiene abbastanza occupata,cioè in realtà non sto perdendo tempo,ad esempio nn perdo tutti i pom in cose futili come lunghe dormite,ma giakkè credo ai miei ideali, ma che tengo ugualmente alla mia istruzione,sto approfittando x riguardarmi 1 pò di cose.Io credo ke il ’68 sia proprio qualcosa ke ha cambiato il mondo,cioè da quel momento si è capito ke gli studenti possono e devono opporsi alle ingiustiizie,anke se, questo non giustifica tutte le cose sbagliate compiute in quel periodo,ma nemmeno tutte quelle che accadono e accadranno in futuro, purtroppo si ha la concezione sbagliata di”sbagliato”scusi il gioco di parole, mi spiego,se viene fatto 1 torto agli studenti,questi si sentono in diritto di fare tutto, anke atti illegali,xkè se lo stato sbaglia, posso farlo anke io,ma qst anke individualmente, se a1ragazzo viene fatto 1 torto questo si vendica su colui k ha sbagliato, forse sbagliando + di lui, passando inevitabilmente dalla ragione al torto. Io invece dico NO!se lo stato fa qualcosa di sbagliato io mi posso ribellare, posso far sentir la mia voce a tt il mondo, ma nn posso anzi nn devo infrangere la legge, devo restare dalla parte della ragione sempre e comunque xkè non mi si deve mai imputare nnt di sbagliato. qst è la mia filosofia di vita. 1 specie di porgi l’altra guancia…ma 1pò meno masochista!x esempio a nella nostra scuola,la mattina del 1 giorno ero convinta di qll ke stavo facendo, durante la giornata ho capito k era la solita donmilanata,come ho già detto in 1 altro commento,poi xò mi hanno convinto ke dal 1 giorno non mi potevo aspettare kissà ke,l’assemblea del 2 giorno fu leggermente migliore, poi oggi la manifestazione cn scuole della nostra periferia, 1pò di casino, x smuovere le acque,x farci sentire e fino a qui tt bene. 1 programma migliore l’avremmo avuto per domani:discussione autonoma delle classi sulla riforma,relazione fatta da ogni classe,portata poi all’assemblea cn i rappresentanti.ma qualcuno parla di manifestazione fuori scuola, ma a cosa serve?ki può mai sentirci là?le paperelle del parco troisi?non è meglio informarsi per non fare figuracce se ci kiedono cosa non ci piace del decreto?mah ki li capisce. io voglio lottare, mi voglio battere contro le ingiustizie, a riskio di dover recuperare le ore perse a ritmi frenetici. perchè è nel mio interesse recuperare,xkè il diritto allo studio è il mio,ed è mio dovere tutelarlo. xò a fare stupidate no,xkè non voglio ke mi sia detto ke non voglio far niente per questo manifesto,xkè io manifesto xkè ho qlcs da dire!!!e non voglio sbagliare quanto o + della gelmini!
    a presto!

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