ScuolaReport

Il Blog d'informazione scolastica del Prof. Giuseppe Bettoliere

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Archivio per agosto 2008

All’ inizio…

Pubblicato da scuolareport su agosto 31, 2008

Ogni civiltà ha un proprio calendario, stabilito in base ad eventi religiosi e civili. Il calendario, come tutti sanno, sancisce ricorrenze, festività e serve a ricordare nascite e morti, l’inizio e la fine di un anno.

All’interno del calendario ufficiale poi, molte categorie sociali ne hanno uno proprio. Per noi insegnanti ad.es. l’anno comincia il primo settembre. Per gli alunni un paio di settimane dopo.

Ogni anno scolastico infatti si presenta nuovo, o quantomeno diverso da quello precedente. Alunni nuovi, situazione diverse, ogni anno scolastico nn è mai uguale a quello precedente.

Per me in particolare la sensazione di cominciare qualcosa di nuovo è particolarmente forte. Il mio calendario comincia decisamente domani.

Da dieci anni infatti cambio scuola ogni volta. Dapprima come insegnante precario, dipendente dalla ruota della fortuna delle cattedre disponibili, poi da insegnante in assegnazione provvisoria anche questo un meccanismo che può riservare delle "belle sorprese".

Insomma ogni volta mi tocca ricominciare. Scuola che vai abitudini che trovi. Per nn parlare di colleghi e soprattutto di alunni che rappresentano l’elemento più interessante di tutta la faccenda. Ovviamente. Le novità mi piacciono, ma l’effetto meteora mi lascia l’amaro in bocca. Quando si comincia a parlare di cose serie bisogna finire il discorso e con gli alunni nn basta un anno di scuola per finire quel discorso. A me proprio nn basta. Pazienza.

Ho già scritto qualcosa sui prof itineranti e nn vorrei ripetermi.

Piuttosto, tanto per parlare un pò di me ( è una cosa che comincia davvero a piacermi) ci sono due momenti del nuovo anno che ancora mi tengono sveglio la notte. Si tratta del primo collegio docenti e più di tutto il primo giorno di lezione.

Ci crederanno gli alunni che l’emozione del primo giorno mi fa stare male? Guardarli in faccia e parlargli per la prima volta è ancora un momento di tensione alta in mezzo a cui puntualmente temo di fare qualche gaffe.

Quest’anno avrò studenti adulti, molti stranieri, sicuramente troverò in loro stimoli e soddisfazioni, ma riuscirò anche questa volta ad essere all’altezza del compito? Riuscirò a rappresentare qualcosa di positivo per loro?

In classe entrerò per la prima volta il primo ottobre, l’anno scolastico si preannuncia breve, speriamo almeno che sia intenso.

Cin cin………

Buon anno a tutti docenti e alunni.

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Un’altra estate

Pubblicato da scuolareport su agosto 29, 2008

A dire la verità i luoghi comuni nn mi sono mai piaciuti, ma senza di essi onestamente sarei peggiore di quello che sono. Sono irritanti i luoghi comuni perchè ti ci abitui e li prendi per verità sacrosante. Tuttavia se ci rifletti bene sopra finisci per andare ragguardevolmente oltre e a quel punto possono servirti da stimolo ed esserti utili davvero.

Tra i luoghi comuni più diffusi dall’età del consumismo ad oggi (circa cinquanta anni) è quello che vuole che l’estate sia un periodo di divertimento, mare, sole ecc. e settembre invece un mese mesto fatto di ricordi recenti, nostalgie, rimpianti, giuramenti d’amore ai quali spesso nn si tiene fede, promesse solenni di ritornare in quello stesso posto.

Noioso e banale, come i tanti topoi letterari in circolazione. Basterebbe mettersi nei panni di qualcun’altro per capire come sia scontato questo punto di vista.

Nei panni ad. es. di un clandestino che attraversa il mare su uno dei tanti fatiscenti barconi; nei panni di un soldato impegnato in una guerra della quale nn conosce le vere ragioni.

Oppure nei panni di un alpinista che si prepara da mesi per compiere una difficile scalata; di un contadino che aspetta di raccogliere i frutti della sua terra. Di esempi se ne possono fare a migliaia. Vi si può anche giocare, è utile ai bambini e agli adulti. Serve a portarci fuori da noi stessi, ad impegnarci in un gioco dei ruoli che favorisce l’acquisizione di un punto di vista flessibile e multilaterale.

Viaggiando vi sarà capitato di passare per uno di quei paesini che d’estate sembrano più deserti che mai (sono uno spettacolo quelli umbri e della bassa Toscana), dove si possono vedere, sedute davanti alle loro case, due o tre nonnette che con caparbietà e inesauribile interesse nn smettono mai di raccontarsi i più svariati fatti. vecchi

Ecco, questa fin’estate vorrei dedicarla proprio a loro e a quell’oscuro senso del divenire che forse consapevolmente incarnano.

Parca- Villaggio*

A lungo si parlò di te attorno ai fuochi
dopo le devozioni della sera
in queste case grigie ove impassibile
il tempo porta e scaccia volti d’uomini.
Dopo il discorso cadde su altri ed i suoi averi,
furono matrimoni, morti, nascite,
il mesto rituale della vita.
Qualcuno, forestiero, passò di qui e scomparve.
Io vecchia donna in questa vecchia casa,
cucio il passato col presente, intesso
la tua infanzia con quella di tuo figlio
che traversa la piazza con le rondini.

*Mario Luzi

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Un buon inizio d’anno

Pubblicato da scuolareport su agosto 28, 2008

Dopo gli ammiccamenti iniziali, la ministra comincia a fare sul serio. La sua aria da prima della classe trova conferma nelle parole della sua insegnante di italiano alle medie, una siciliana che nonostante le polemiche scatenate da alcune considerazioni della ministra sugli insegnanti del sud, non nasconde l’ammirazione per la sua ex alunna.

La signora Gelmini nel frattempo, crescendo,è diventata una donna dall’aria seria e compunta, i suoi propositi diventano ben presto delle decisioni che in pratica si trasformano in cambiamenti che interessano tutto quanto il mondo della scuola. L’importanza del voto in condotta, il ritorno ai grembiulini, sono solo alcuni dei piccoli provvedimenti adottati finora che si inseriscono nel solco già aperto dal precedente ministro Fioroni e hanno, nell’insieme, lo scopo di rendere la scuola italiana più credibile agli occhi delle famiglie e soprattutto a quelli degli alunni, che negli ultimi anni l’avevano presa molto ma molto alla leggera. Fin qui la nostra prima della classe ha dimostrato saggezza e fair play.

ll bello viene dopo. Quando bisognerà farsi venire qualche idea originale per risolvere quello che è il problema, a mio avviso, principale della scuola italiana: i docenti. gelmini

Siamo noi il motore della scuola. Siamo noi a prenderci il gravoso impegno dell’educazione e dell’istruzione dei giovani. Siamo noi che rendiamo una lezione interessante, un progetto accattivante, un viaggio d’istruzione veramente istruttivo, un esame veramente impegnativo. Ecco perchè i docenti hanno bisogno di attenzione, di cordialità, di rispetto, di gratificazioni e riconoscimenti.

Invece, già si comincia male. Si dice che gli insegnanti del sud, la maggior parte degli insegnanti attualmente al lavoro in Italia, siano meno preparati dei colleghi del nord, gettando ulteriore fango su una categoria già largamente umiliata. Ho lavorato al nord e conosco la situazione. Siamo meridionali qualunque lavoro facciamo. Dal medico al bidello, dal professore all’infermiere. Siamo meridionali, prima di essere professionisti e lavoratori. Questa mentalità della gente del nord, solo attenuata negli ultimi anni dall’arrivo di altri predatori, cioè gli immigrati, si traduce in un’analisi spesso spietata dei difetti di noi meridionali e finisce per diventare come in questo caso un’affare nazionale.

Alla luce di quanto detto immagino con quale rinnovato orgoglio i tanti insegnanti di origine meridionale entreranno in aula a settembre nelle scuole del nord. Ulteriormente bisdrattati, ancora una volta disorientati e indifesi.

Speriamo che tra poco non verranno anche a dirci che guadagnamo troppo per le poche ore alla settimana che lavoriamo. Anche questo è del resto un vecchio e infelice cavallo di battaglia di tutti coloro che nulla sanno del nostro mestiere.

Cara signora ministra, di alunne simili a ciò che doveva essere lei si trovano ogni anno in ogni classe. Sono una benedizione del cielo, fa piacere averle come alunne, ci dispiace lasciarle al termine degli studi. E’ bello immaginare che faranno strada, è una piccola soddisfazione della quale noi insegnanti ci alimentiamo regolarmente.

Almeno lei ci lasci credere che queste nostre fantasticherie non siano tristemente tali. Ci dia la speranza che finalmente qualcuno abbia capito che nn c’è possibilità di migliorare se non si ha rispetto e simpatia per i propri educatori e consideri anche noi come una parte, sia pure ingombrante, del suo ministero. inizio

Buon inizio d’anno a tutti i docenti

Pubblicato in: la scuola di Gelmini | Lascia un commento »

 
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