ScuolaReport

Il Blog d'informazione scolastica del Prof. Giuseppe Bettoliere

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Archivio per maggio 2008

Fine d’anno

Pubblicato da scuolareport su maggio 31, 2008

La fine dell’anno a scuola è divisa in due parti: nella prima ci sono quelli che se la godono e nella seconda quelli che soffrono.

Quelli che passeggiano per i corridoi scambiandosi cordiali pensierini e quelli che girano per i corridoi con la testa china sul libro mentre studiano per l’ultimissima interrogazione. Quelli che scherzano con i professori, come si fa con un degno rivale alla fine di una gara, e quelli che vorrebbero ucciderli, come si fa con il peggiore dei nemici. Quelli che approfittano di un clima disteso per provarci con l’ennessima ragazza e quelli che cercano finalmente di trovare la parola giusta con la stessa ragazza di sempre. Quelli che nn mollano e quelli che hanno già mollato. scuola_54_1627I seri e i faceti. Ci sono quelli che entrano ed escono dalle aule con lo stesso registro, gli stessi libri, la stessa espressione dell’inizio dell’anno, come se con la fine della scuola il mondo nn stesse per cambiare radicalmente e quelli che invece vanno piano, con le mani in una tasca e la maglietta a strisce, come se il mondo aspettasse ormai solo il loro arrivo. Ci sono quelli che diventano più buoni e quelli che diventano più cattivi. babypassioneLe vittime e i carnefici. Ci sono quelli che lasciano scritte sui muri per ritrovar se stessi e quelli che riempiono i muri di scritte giurando di nn ritornar più. Quelli che mettono i voti come se fossero premi e quelli che li mettono come se fossero prezzi. professoressaCi sono gli avari e i prodighi. Quelli che pensano che la salvezza sia nel registro e quelli che brucerebbero tutti i registri. L’entusiasta e il disfattista. Quelli che hanno perso la voglia e quelli che ricomincerebbero subito daccapo. Fancazzisti, pigri, permalosi e testardi.

Quelli che fanno i conti e quelli che fanno i video.06_06Quelli che pensano che anche i prof hanno un’anima, e quelli che sono certi che l’hanno presa agli alunni. studentems0Gli ignavi e gli inncontinenti. Infine ci sono gli scrutini.

A me piace solo l’inizio, diciamo così, odio proprio la fine.

Nn sono pazzo o almeno lo spero.

Buon week end

Pubblicato in: La scuola di cui si va parlando | 2 Commenti »

A chi la mente?

Pubblicato da scuolareport su maggio 30, 2008

Ho sempre creduto che leggere nel pensiero sia una cosa possibile. Nn sempre, nn automaticamente, nn in un situazione decontestualizzata. In pratica, nn credo che leggere nel pensiero possa mai diventare una tecnica. sulla rivista science di questo mese invece si legge che un gruppo di ’007’ neurologi Usa hanno decriptato un pezzo di codice cerebrale,
quello che il nostro cervello adopera per pensare a oggetti concreti:
ogni unita’ ’crittografica’ corrisponde a un nome e traducendo queste
parole cifrate sara’ possibile leggere nel nostro pensiero.whats_science

Forse un giorno sarà possibile leggere nel pensiero di un uomo se ha pensato ad un cilindro bianco o ad una palla rossa, ma leggere nel pensiero degli altri è altra cosa.

Leggere nel pensiero si può. E’ possibile, ma per brevi momenti, tra determinate persone, in contesti precisi nei quali ci sono elementi in comune.

E’ più magia, che scienza. Più intuito che ragione. Si può arrivare a leggere il pensiero di un altro osservando la sua espressione facciale, il movimento degli occhi, la postura, un gesto della mano ecc. Questi elementi però vanno colti in un istante, tutt’insieme con un sol colpo d’occhio.

Un occhio però guidato da una mente che ha un vero e profondo interesse di sapere ciò che l’altro sta effettivamente pensando.

Ci sono persone più permeabili di altre e persone che guardano più attentamente di altre.

Nn amo la fantascienza, mi sono nutrito di racconti fantastici, di miti, di storie e leggende. Io ad es. credo che il Santo Graal esista davvero.

La fantascienza anticipa il futuro, nei fatti e nelle aspettative delle persone. Questi esperimenti dei neurologi americani sicuramente porteranno a qualche scoperta interessante e utile, ma nn a leggere il pensiero. Questa è un’esperienza unica che nn ha nulla a che fare con il futuro, ma con il passato, un passato molto remoto.

Per chi vuole ecco un video per esercitarsi nell’osservazione e per farsi(forse) due risate*:

* osservate il volto e la mimica

Pubblicato in: varie | Lascia un commento »

L’ansia e la malinconia

Pubblicato da scuolareport su maggio 27, 2008

L’ansia e la malinconia sono come fratelli, diversi e spesso in contrasto, ma hanno lo stesso sangue.

L’ansia e la malinconia hanno molto cose in comune: ad es. nn si possono nascondere.

L’ansia e la malinconia riportano su noi stessi la nostra l’attenzione, ci aiutano a familiarizzare con l’anima.

La malinconia è discreta e solitaria, ci porta ad appartarci, a riflettere; l’ansia è più pressante, ci toglie il fiato, ci spinge all’azione, nn ama la solitudine.

L’ansia ha un movimento centrifugo, quando è incontrollabile può condurci fuori di testa, cioè ad uno stato di completa perdita di coscienza.

La malinconia ha invece un movimento centripeto, nelle sue forme più acute ci porta a gravi forme di depressione.

L’ansia può essere paragonata, nel mondo animale, ad un felino che corre allo scoperto nel mezzo di una prateria, la malinconia ad un grosso uccello che vola alto tigre

dispiegando morbidamente le ali.oiseau_albatros

Generalmente siamo ansiosi o malinconici a seconda dei casi. Gli alunni, alternano spesso questi stati d’animo sia per la loro giovane età, sia perchè la scuola li mette quotidianamente alla prova.

L’ansia e la malinconia nn sono però stati d’animo passeggeri, ma manifestazioni di tratti dominanti della nostra personalità. Chi riesce mantenere un buon equilibrio riesce anche a tenere sotto controllo questi stato d’animo, ma, a volte, quando i fatti ci prendono la mano noi diventiamo l’ansia o malinconia e ciò che essi rappresentano: il felino e l’uccello per intenderci.

L’ansia e la malinconia infine, quando nn raggiungono l’eccesso, sono una chiave per capirci, per spiegarci alcuni comportamenti, per andare al di là delle parole che spesso nn si dicono. Sono un punto d’incontro, i termini di un’intesa.

A volte ci diciamo più cose in queste modo, che con tante parole.

Pubblicato in: varie | 6 Commenti »

 
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