dialoghiamo con il TIbet(II)
Pubblicato da scuolareport su aprile 27, 2008
Come avevo deciso di fare sin dai primi sviluppi di questa vicenda sto seguendo i fatti con attenzione e devo dire con soddisfazione.
Sembra che la strategia delle forze autonomiste tibetane stia funzionando e che si stia tenendo fede ai presupposti inziali: niente violenza, niente sangue.
Il dalai lama è un grand’uomo, uomo che sa conciliare la pace con l’esigenza di libertà, la religione con la politica e la ragion di stato. Uomini politici di questo stampo occorrebbero all’Europa e soprattutto all’Italia. Ma veniamo ai fatti.
E’ notizia di ieri infatti che la Cina a sorpresa apre al Dalai Lama.
PECHINO – Con una improvvisa svolta che ha coinciso con il vertice tra Cina ed Unione Europea, Pechino si é dichiarata oggi disposta a colloqui con gli emissari del Dalai Lama, il leader tibetano e premio Nobel per la Pace che dal 1959 vive in esilio in India.
Dall’inizio della rivolta tibetana, il 10 marzo scorso, il dialogo con il leader esiliato era stato indicato da Europa e Stati Uniti come la possibile via d’uscita dalla crisi che per la Cina ha significato crollo d’immagine a pochi mesi dalle Olimpiadi di Pechino.
Ora proviamo a crederci e a sperare che il colosso cinese sia davvero intenzionato a cedere alle richieste che una buona parte del mondo gli sta facendo.