C’è una cosa che davvero non sopporto: provare delle antipatie nei confronti degli alunni.
Dico provare, attenzione, non avere.Generalmente tutti gli alunni sono pronti a sostenere che i prof hanno le loro simpatie/antipatie. Anzi, sono pronti a giurarlo. Io invece no!! Io non ho simpatie/antipatie, ma qualche volta le provo, senza potermelo impedire.
Le simpatie sono manifestazioni spesso passeggere riconducibili a talune affinità tra persone, le antipatie invece nascono da contrasti che possono trasformarsi in avversione e sono anch’esse riconducibili al carattere.
Nel nostro caso, possiamo lasciar perdere le simpatie, quelle non mi turbano affatto perché provare simpatia per gli alunni è un fatto positivo, che ci rende più socievoli e disponibili.
Anche per gli alunni la simpatia verso un prof risulta una carica energetica che può persino portare ad un netto miglioramento del profitto.
Le antipatie invece mi fanno davvero arrabbiare. Fanno parte anch’esse del gioco, ma stanno dall’altra parte come degli avversari che ci allontanano dal nostro obiettivo di educatori e creano spiacevoli distorsioni nel rapporto con gli alunni.
Non vorrei mai scoprirmi a provare un’antipatia per un alunno, ma qualche volta devo dire che succede. Succede a tutti del resto.
E’ come avere un fastidioso prurito sulla pelle, un segreto che ci crea imbarazzo, un peso sullo stomaco.
Un’antipatia nasce poco per volta, ti prende piano, ma quando si ramifica si fa fatica a liberarsene, ma bisogna. E’ un dovere etico, oltre che professionale.
Se non lo fai sei finito. L’antipatia è contagiosa. Proverai allora altre antipatie, per motivi sempre più futili, diventerà come un’abitudine.
Diventerai piano piano insensibile, scostante, arido e farai il tuo lavoro in maniera fredda e meccanica.
Sarai come un male improvviso, un virus, un fottutissimo criminale. 
Diventerai di nuovo te stesso quando ti riavrai e sarai di nuovo padrone di te, quando sentirai la voglia di tornare a sorridere, lo sciogliersi dei grumi, un senso di liberazione che ti riporta la pace.
Sarà così anche per gli alunni?