Ci sono cose che uno deve dire, anche se già sa che non otterranno un grande effetto. Se uno se le va a cercare con il lanternino allora o è un miscredente o un rompicoglioni, ma se gli capitano sotto il naso allora ha una sorta di dovere sociale e non può ignorarle.
A me Francesco Guccini è capitato tra le mani quasi per caso, si parlava d’altro insomma in una quarta che viaggia a corrente alternata.
Guccini si sa(non si sa..) è uno dei maggiori cantautori italiani, quelli cioè che le canzoni le scrivono, prima le pensano però e soprattutto fanno della musica non solo un’arte, ma un veicolo per parlare agli altri, in certi casi per cambiare il mondo.(incredibile no!!??) Con questo non sto a dire che tutti gli altri non contino, solo che ci sono cantanti e cantanti ecco tutto.
Guccini appartiene alla categoria di quelli ci hanno creduto, quelli che hanno cantato buttando un occhio alla politica, alla società, ai giovani e al futuro(ma anche all’amore).
Ascoltare Guccini che cantava era, per quei giovani, come ascoltare una lezione di storia. Una storia che nel frattempo stavi vivendo.
Io sono arrivato un po’ tardi, ma giuro che avrei dato chissà che cosa per essere nato qualche anno prima.
o tutto, io niente, io stronzo ed io ubriacone,
io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale,
io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista
io frocio, io perché canto so imbarcare
io falso, io vero, io genio e io cretino,
io solo, qui, alle quattro del mattino,
l’angoscia e un po’ di vino
voglia di bestemmiare… »
(Francesco Guccini)
Noi di cose ne abbiamo certamente di meno, e qualcuno non è neanche pronto a credere che il mondo è stato’diverso. Non importa, ascoltiamo questi pochi minuti ed immaginiamo un’altra cosa. Ciascuno una cosa.
Per chi vuole leggersi il testo: dio-e-morto.doc
Per chi vuole approfondire la conoscenza di Guccini: http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Guccini