Ci sono giorni in cui entrando in classe alla prima ora ho la spiacevole sensazione di essere inopportuno,come uno che arriva nel bel mezzo di qualcosa di importante e vi mette fine.
Eppure penso che alla prima ora si è ancora mezzo intontiti dal sonno o comunque si attende certamente ancora un po’prima di intraprendere qualsiasi cosa.
Dico poi che non può essere che ogni volta alle otto del mattino ci sia una qualche attività in corso.
Che diamine!!!!
Insommadetto francamente non so se arrabbiarmi o deprimermi.
—Iniziamo….!?— —facciamo l’appello…..!? —- guardiamoci negli occhi…..!?—- raccontiamoci una barzelletta….!?—lanciamoci una sfida….!? —- tiriamoci le palline…..!?–
Stabiliamo insomma un contatto vero, una comunicazione autentica. Sarei disposto persino a scomparire se fossi sicuro che un altro al mio posto riuscisse nella mission impossible.
Ci sono giornate come queste poi dalle quali ovviamente non ti aspetti proprio niente, se non di vedere apparire sulla porta il volto rassicurante di Peppe che ti viene a portare in aula un caffè caldo e profumato. Eppure all’improvviso puo’ capitare che un’ alunna apra uno squarcio nel cielo grigio di sempre. Sarà perché inavvertitamente hai fatto qualcosa di simpatico, o perché anche gli alunni hanno un cuore, ma capita che ti senti dire: “Prof. lei è grande”!!
Allora qualcosa ti sale alla testa come una piacevole vibrazione e ti senti come quel personaggio nel gioco della zara(dadi), di cui parla Dante nel VI canto del
Purgatorio, che dopo aver vinto se ne va festeggiato da una piccola folla di persone che attendono da lui un soldino che li ripaghi del tifo propugnato.