ScuolaReport

Il Blog d'informazione scolastica del Prof. Giuseppe Bettoliere

Archivio per marzo 2008

sms indesiderati

Posted by scuolareport su marzo 29, 2008

Ci sono cose che hanno un significato in sè ed altre invece che lo assumono grazie alle circostanze. E’ il caso ad es. di una notizia riportata in questi giorni sul quotidiano Repubblica:

Caro genitore, suo figlio non c’è”
In Francia l’appello via sms

Con il nuovo sistema, si chiude l’era del vecchio appello nome per nome e poi trascritti sul registro. D’ora in poi, gli alunni digiteranno il proprio nome su un computer all’interno della classe. L’elenco, vagliato dal professore, sarà trasmesso in tempo reale al preside e al
sistema centrale del ministero. Pochi minuti dopo l’ingresso a scuola tutti gli assenti saranno schedati e segnalati alle famiglie. “E’ possibile così avvertire i genitori entro le nove del mattino e prendere subito provvedimenti” ha raccontato un funzionario del ministero, al giornale Le Figaro.

Detta così è una notizia che fa scalpore,ma………

1) non si tratta proprio di una novità;

2) non è tutto oro quello che luce.

Qualche anno fa ho lavorato in un liceo della provincia di Latina dove, sia pur in maniera più artigianale, si adottava lo stesso sistema. I bidelli passavano per le classi alla buon’ora e raccoglievano le assenze, successivamente le smistavano ai colleghi della segretaria che attraverso il computer inviavano gli sms ai cellulari dei genitori degli alunni assenti.

C’erano ugualmente alunni che si assentavano …..fin troppo spesso!! echelon

Ciò che però ad un certo punto rese la cosa insopportabile, tanto per gli alunni che per me (lo devo ammettere), è che successivamente si inviavano sms alle famiglie anche per ritardi superiori al quarto d’ora, e qualche collega già pretendeva di estendere il sistema anche per comunicare ai genitori in tempo reale eventuali impreparati, cattivi voti, episodi di indisciplina da parte degli alunni.orecchio

Si profilava così un sistema di controllo che superava di gran lunga l’informazione preventiva, facendo immaginare un uso autoritario e repressivo delle tecnologie informatiche.

Allora, questo pensai ed è inutile dire che sono stato contento di non dover diventare complice di questo disegno educativo del tutto discutibile.

Spero che i francesi con il presidente Sarkozy in testa non lo considerino un sistema innovativo, ma soprattutto mi auguro che non intendano pubblicizzarlo troppo.

noteqSarà la musica che gira intorno…..noteq.O saremo noi che abbiamo nella testa un maledetto muro……..

Buon fine settimana

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Votare o non votare?

Posted by scuolareport su marzo 25, 2008

e-voto-thumbChe la legge elettorale con quale ci apprestiamo a votare sia una porcata è ormai un dato acquisito. Fu un esponente della stessa maggioranza che la varò ad attaccargli questa etichetta (On. Calderoli della Lega Nord)ormai incancellabile.

Cionostante bisogna fare un po’di chiarezza e in primo luogo su alcuni aspetti tecnici. Su internet gira un tam tam che vorrebbe che i voti nulli o le schede bianche vengano conteggiati nella lista che ha ottenuto un maggior numero di voti. Ciò non è proprio esatto, e può diventare un’informazione fuorviante.

L’attuale legge prevede un premio di maggioranza, sino al conseguimento del 55% dei seggi alla Camera (al Senato il premio viene calcolato su base regionale), per la lista o la coalizione che prende più voti.
Gli unici limiti che le liste o le coalizioni debbono superare sono le soglie di sbarramento che alla Camera corrispondono al 4% per le liste; al 10% per le coalizioni.
In altre parole, sia che lei voti un partito che non arriverà primo, o sia che annulli la scheda, il primo arrivato si vedrà comunque assegnare il 55% dei seggi, purché, appunto, abbia ottenuto oltre il 10% dei voti validi se Coalizione; oltre il 4% dei voti validi se Lista.

In effetti, non votare o rendere nulla la scheda serve a ben poco. E’ come tirarsi fuori dal gioco e guardare gli altri giocare.

Piuttosto è interessante un’altra forma di protesta che si va diffonendo in questo clima prelettorale.

Si tratta cioè di rifiutare o restituire la scheda elettorale e chiedere al presidente del seggio di verbalizzare i motivi della scelta.

E’ infatti facoltà dell’elettore recarsi al seggio e una volta fatto vidimare il certificato elettorale, AVVALERSI DEL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione; è possibile inoltre allegare in calce al verbale una breve dichiarazione in cui, se vuole, l’elettore ha diritto di esprimere le motivazioni del suo rifiuto (es: Nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta,).

Su molti siti internet(anche autorevoli) gira questo tam tam, ma bisogna comunque stare attenti a che non si incorra in certi cavilli legali che potrebbero creare dei problemi anche seri.

Tuttavia questa mi sembra una vera e coerente forma di protesta.

Estrema??

Ma non è forse estrema la condizione politica e sociale nella quale si trova l’Italia?

Buon ritorno a scuola

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Meno compiti + felicità

Posted by scuolareport su marzo 19, 2008

L’Inghilterra propone di abolire i compiti a casa, che – secondo quando sostenuto dagli insegnanti britannici – causerebbero infelicità negli studenti. E in Italia? Il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni propone di ridurre la mole di esercizi da fare a casa. «Meglio lasciare ai ragazzi più tempo libero per approfondire».

Il ministro ha raccontato che uno degli studenti italiani vincitori delle Olimpiadi di Matematica, alla domanda «quando tempo hai dedicato allo studio per raggiungere questi risultati?» avrebbe risposto: «Ministro, la mattina a scuola impariamo le teorie ma è il pomeriggio a casa che le applichiamo a giochi, rebus e invenzioni».

Per brillare tra i banchi di scuola, quindi, non è necessario studiare tantissimo: «Serve equilibrio: un compito in meno, uno stimolo in più», ha detto il ministro.

Ma quale valore ha ancora l’esercitazione al giorno d’oggi? Quando trovare il tempo per mettere in pratica ciò che s’ impara a scuola? Non sempre, diciamoci la verità, si può fare tutto in classe: teoria e pratica; non sempre è facile trovare il giusto equilibrio.    images2.jpg

Ci sono alunni che si lagano di ricevere di troppi compiti, altri che accettano la cosa, qualcuno che non la trova per niente pesante. Io quanDo sento che un alunno ha trascorso la domenica a studiare, provo un po’ di amarezza, ma quando penso poi al tempo che i ragazzi buttano via in molte cose del tutto futili, mi convinco che in fondo è meglio trascorrerlo a studiare.

Tradizionalista? Non proprio! I miei alunni sanno che non assegno molti compiti, pochi si, ma buoni. Speriamo!!!

Intanto, il rapporto Onu sulla felicità degli studenti delle diverse nazioni vede l’Italia all’ottavo posto su 21 posizioni. Il Regno Unito è risultato ultimo in classifica, mentre i primi sono Olanda, Svezia e Danimarca.

Buon studio

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