Quando si parla del ’68 si pensa immediatamente a studenti, cortei,musica e droga. Il 68 ovvimanete n fu solo quello. Fu anche cinema, tv, festival di Sanremo, cultura e stili di vita.
Fu pieno di simboli, di miti che trovarono la loro molla propulsiva proprio nei mezzi di comunicazione di massa più diffusi a quel tempo. Il cinema, ad es. conobbe una delle sue stagioni più fertili e nacquero film indimenticabili, in tutti i paesi e in tutte le lingue.
Il 9 febbraio 1968, usciva in Italia “Gangster Story” di Arthur Penn, il primo di una lunga serie di film che in quel ’formidabile’ anno rispecchiarono le ideologie eversive e rivoluzionarie, le istanze di libertà e la voglia di cambiamento che stavano scuotendo il mondo. “Gangster Story” raccontava le imprese dei fuorilegge Bonnie e Clyde, il loro ribellismo anarchico contro l’ordine costituto e metteva in scena lo stesso orrore del sangue e del dolore fisico che le televisioni in quei giorni proponevano attraverso le immagini della guerra del Vietnam.
Il pubblico non poteva non simpatizzare per i due protagonisti e l’abbigliamento di Faye Dunaway-Bonnie (basco, sciarpa, cappotto stretto in vita) dettò legge tra le giovani generazioni. 
Tra i 285 film che nel ’68 uscirono nei cinema italiani ancora infestati dal fumo delle sigarette ci furono capolavori assoluti come ’’2001 Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick, capolavori di comicità come “Hollywood Party”, e capolavori dell’ horror come “Rosemary’s Baby” di Roman Polansky e “La notte dei morti viventi” di George A.Romero, che era anche un lucido apologo rivoluzionario.
Dalla Francia arrivavano il delicato “Baci rubati” di Francois Truffaut, girato in quella Parigi che poco dopo avrebbe conosciuto cortei e barricate, ma anche “Weekend” di Jean Luc Godard, vero e proprio manifesto contro la società dei consumi tanto odiata dai sessantottini.
Sempre nel ’68 la ’nuova Hollywood’ faceva arrivare “Il laureato” di Mike Nichols, altro campione del ribellismo contro una società ipocrita e falsa ritmato dalle canzoni di Simon & Garfunkel.
Pier Paolo Pasolini con l’antiborghese “Teorema”, Nelo Risi col rigoroso “Diario Di una schizofrenica”, Carmelo Bene col geniale e allucinato “Nostra signora dei Turchi”, Federico Fellini con un episodio del film a più mani “Tre passi nel delirio” e Valerio Zurlini con l’anticolonialista “Seduto alla sua destra”.
Alberto Sordi prese di mira il sistema sanitario nazionale con “Il Medico della mutua” di Zampa, mentre Monica Vitti, “La ragazza con la pistola” per Monicelli, fornì una sua versione dell’emancipazione femminile.
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Ecco uno splendido video dedicato ai due eroi del momento, nella versione originale dei grandi Bonnie e Clyde.




