ScuolaReport

Il Blog d’informazione scolastica del Prof. Giuseppe Bettoliere

Il ‘68 (IV)

Pubblicato da scuolareport su Dicembre 3, 2008

Quando si parla del ’68 si pensa immediatamente a studenti, cortei,musica e droga. Il 68 ovvimanete n fu solo quello. Fu anche cinema, tv, festival di Sanremo, cultura e stili di vita.

Fu pieno di simboli, di miti che trovarono la loro molla propulsiva proprio nei mezzi di comunicazione di massa più diffusi a quel tempo. Il cinema, ad es. conobbe una delle sue stagioni più fertili e nacquero film indimenticabili, in tutti i paesi e in tutte le lingue.


Il 9 febbraio 1968, usciva in Italia “Gangster Story” di Arthur Penn, il primo di una lunga serie di film che in quel ’formidabile’ anno rispecchiarono le ideologie eversive e rivoluzionarie, le istanze di libertà e la voglia di cambiamento che stavano scuotendo il mondo. “Gangster Story” raccontava le imprese dei fuorilegge Bonnie e Clyde, il loro ribellismo anarchico contro l’ordine costituto e metteva in scena lo stesso orrore del sangue e del dolore fisico che le televisioni in quei giorni proponevano attraverso le immagini della guerra del Vietnam.
Il pubblico non poteva non simpatizzare per i due protagonisti e l’abbigliamento di Faye Dunaway-Bonnie (basco, sciarpa, cappotto stretto in vita) dettò legge tra le giovani
generazioni.
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Tra i 285 film che nel ’68 uscirono nei cinema italiani ancora infestati dal fumo delle sigarette ci furono capolavori assoluti come ’’2001 Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick, capolavori di comicità come “Hollywood Party”, e capolavori dell’ horror come “Rosemary’s Baby” di Roman Polansky e “La notte dei morti viventi” di George A.Romero, che era anche un lucido apologo rivoluzionario.

Dalla Francia arrivavano il delicato “Baci rubati” di Francois Truffaut, girato in quella Parigi che poco dopo avrebbe conosciuto cortei e barricate, ma anche “Weekend” di Jean Luc Godard, vero e proprio manifesto contro la società dei consumi tanto odiata dai sessantottini.

Sempre nel ’68 la ’nuova Hollywood’ faceva arrivare “Il laureato” di Mike Nichols, altro campione del ribellismo contro una società ipocrita e falsa ritmato dalle canzoni di Simon & Garfunkel.

Pier Paolo Pasolini con l’antiborghese “Teorema”, Nelo Risi col rigoroso “Diario Di una schizofrenica”, Carmelo Bene col geniale e allucinato “Nostra signora dei Turchi”, Federico Fellini con un episodio del film a più mani “Tre passi nel delirio” e Valerio Zurlini con l’anticolonialista “Seduto alla sua destra”.

Alberto Sordi prese di mira il sistema sanitario nazionale con “Il Medico della mutua” di Zampa, mentre Monica Vitti, “La ragazza con la pistola” per Monicelli, fornì una sua versione dell’emancipazione femminile.

scarica il testo completo: il-cinema

Ecco uno splendido video dedicato ai due eroi del momento, nella versione originale dei grandi Bonnie e Clyde.

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Il terrore globale(II)

Pubblicato da scuolareport su Dicembre 1, 2008


La morte in diretta

Prima degli obiettivi, le twin towers, la metro di Londra o Mumbay nella lontanissima India, quello che conta, per i terroristi, è la strategia.

La strategia è tanto imprevedibile, quanto studiata a lungo e approfonditamente.
E’ insieme strategia militare e marketing. Passato e presente,insomma.
Un tempo gli strateghi militari studiavano il modo per colpire quegli obiettivi in grado di ridurre la forza militare del nemico, allo scopo di averne militarmente ragione. La vittoria insomma arrivava quando la parte nemica era inequivocabilmente inferiore rispetto al potenziale militare della parte avversaria.
Si pensi alle atomiche scaricate su Hiroshima e Nagasaki che ebbero lo scopo di dimostrare ai giapponesi la forza distruttrica che gli Stati Uniti erano in grado di scateanre.hiroshima
In seguito, tra Stati Uniti e Unione Sovietica, vi fu la corsa agli armamenti nucleari che è durata fino alla caduta del comunismo e ai nuovi programmi di convivenza pacifica.
Gli uni e gli altri accumularono talmente tanti missili nucleari che avrebbero potuto distruggere il mondo con un semplice clik. Si chiamò guerra fredda.
Oggi invece, i terroristi sanno di nn poter contare su armi tanto potenti e per questo combattono con armi mediatiche,cercano cioè di mostrare al mondo intero la debolezza del nemico.
E’ una guerra lunga e snervante, giocata più dalla fredda intelligenza che dalla forza vera e propria.
Noi tutti possiamo venir coinvolti.
Quest’articolo, apparso su Repubblica online, mi sembra chiaro e lucidmente analitico.web_marketing
Così ve lo propongo, sperando che almeno gli alunni di quinta lo leggano per intero e che, anzi, salvino il ducumento sul computer, perchè potrà essere utile agli esami.

E’ una battaglia globale combattuta secondo le regole della guerra globale. L’operazione terrorista a Mumbai: va oltre l’attentato, singolo o a catena. Evoca, invece, un attacco militare, scatenato da un esercito frazionato in diverse cellule, che hanno aggredito molteplici punti della città. Contemporaneamente. In modo coordinato. Un’azione di guerra, preparata e realizzata con cura pari alla violenza. Comune alla logica terrorista è il bersaglio. I civili. Inconsapevoli. Colpiti nel corso della loro vita quotidiana, in luoghi pubblici, affollati. Scelti con grande attenzione simbolica. Hotel, locali di lusso. Turismo d’èlite e uomini d’affari. “Cercavano sangue a cinque stelle… erano alla caccia di inglesi e americani”, hanno raccontato Davide Scagliola e Marilena Malinverni, due giornalisti di Repubblica che hanno assistito, loro malgrado, all’attacco. Un episodio eclatante della Guerra globale lanciata dalla galassia di Al-Qaida contro i “Signori della globalizzazione”. Contro l’Occidente e il suo baricentro: l’asse anglo-americano. Appunto.

In questa guerra globale, le vittime non esistono come persone. Sono feticci. Sangue con cui imbrattare in modo appariscente e indelebile gli schermi di tutto il mondo. Perché non avrebbe senso un attacco a Mumbai, l’antica Bombay - la più “globale” delle metropoli indiane - senza la comunicazione “globale”.

Pochi minuti dopo le prime esplosioni, dopo i primi attacchi e le immagini, le notizie - drammatiche e concitate - arrivano dovunque. Attraverso le tv, le emittenti satellitari e internet. Giornali online e blog. La morte in diretta. Con i rischi del caso. Perché la violenza e la morte sono, da tempo, divenute uno spettacolo diffuso e attraente. Videogames, giochi di ruolo, fiction: usano il terrore e la guerra come script. Mentre la rete si affolla di sequenze di violenza quotidiana, girate con il cellulare, spesso da giovani e giovanissimi.

Così, diventa difficile riconoscere la guerra vera, la violenza vera, il terrore vero. Tutto rischia di sembrare artefatto - fatto e girato “ad arte”. Fino a rendere meno spaventose le immagini di morte e di guerriglia. Perché la morte e la guerriglia, appunto, si riducono a immagini…..

scarica l’articolo completo...la-morte-in-diretta

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Terrore globale(I)

Pubblicato da scuolareport su Novembre 30, 2008

Ci sono cose più grandi di noi, o così le crediamo, e per questo più o meno consapevolmente le evitiamo. Questo accade soprattutto agli adolescenti che, chiusi nei loro gusci, si tengono spesso alla larga dalle grandi questioni.

Ma stare in mezzo all’oceano con la nostra barchetta nn è poi così difficile come si pensa. In primo luogo, chi è dotato di senso religioso, o meglio ancora di vera e propria fede, sa che nn c’è niente al mondo di così grande quanto Dio, con il quale si può avere un sincero e persino amichevole rapporto. Ma anche chi religioso nn è può cimentarsi con le grandi questioni, basta tenersi costantemente informati, studiare ciò che vi vorrebbe conoscere più approfonditamente e soprattutto avere pazienza perchè all’inizio saranno più le cose che nn si capiranno che viceversa.

PensiamoAd es., , al crollo delle borse, alla crisi finanziaria, ai mutui subprime e la crisi economica che il mondo sta vivendo. Argomenti ostici per chi nn è del mestiere e pochi, tra noi, diciamo la verità, avranno chiaramente compreso la portata di questi eventi.

Navigare tra le acque agitate delle borse senza essere travolti dalle enormi correnti di denaro che vanno e che vengano da un angolo di mondo all’altro in tempo reale è cosa difficile ,ma nn impossibile. Basta avere la pazienza di seguire quotidianamente gli eventi, di imparare il lessico e soprattutto di lasciar passare il tempo senza demorallizarci quando ci accorgiamo che c’ è molta, moltissima, strada ancora da fare.denaro

Ci sono però grandi questioni, che nn si lasciano trascurare e che anzi ci chiamano, ci lanciano quotidianamente dei segnali che nn possiamo ignorare. Lo fanno attraverso i giornali, le tv, i siti internet, le mail di sconosciuti. Come se nn bastasse, ne sentiamo parlare per strada e negli autobus, i prof più prof ne parlano in classe, spiegano e persino interrogano o ci costruiscono sopra tracce di temi.wall-street-sign-1

Io,quest’anno, con i miei pochi,pochissimi alunni, nn posso parlare di grandi questioni, mi tengo attaccato a quelle poche ed essenziali che pure per loro hanno un grande peso, come lo avevano quelle altrettanto poche parole scavate nell’anima per Ungaretti, lassù nelle trincee.millumino-dimmenso

Per fortuna c’è questo blog con i suoi fedeli lettori (pochi) e i tanti avventurieri del web che pure un’occhiata la lanceranno.

La grande questione che negli ultimi tempi è tornata alla ribalta, sovrapponendosi a quella della crisi economica, è il terrorismo internazionale che, a Mumbay, in India in questi giorni ha lanciato un’altra offensiva del tutto imprevedibile, come imprevedibile è questo terrorismo goblale che si sposta da un capo all’altro del mondo, proprio come il denaro si sposta da una borsa all’altra, da Tokio a New York con la stessa velocità di una e-mail. iraq_al_qaeda_connection

Nei prossimi giorni vorrei proprio parlare di questo, dedicare qualche pagina del blog per capire e aiutare a capire, chi vuole, cosa rende grande ed estremamente pericoloso questo fenomeno che ha contrassegnato l’inizio del ventunesimo secolo.

Intanto buon week end a tutti.

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